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Truffe nella vendita di un'auto: come evitarle?

Il mercato delle auto usate è un settore dove circolano somme di denaro non indifferenti. Al pari di ogni altra attività che generi valore, è purtroppo impossibile che questa non attragga anche persone disoneste: specialmente nella compravendita tra privati, in cui viene a mancare la garanzia di un professionista del settore, è facile imbattersi in truffatori. Non bisogna comunque far sì che questa eventualità diventi una ragione per evitare di vendere in autonomia la propria automobile, in quanto è semplice scongiurare il rischio di truffa.

QUESTIONE DI BUONSENSO

I raggiri si evolvono continuamente e possono presentarsi in forme talmente diverse che sarebbe impossibile elencarle tutte. Per evitare che la vendita di un'automobile si trasformi in un'esperienza negativa, dunque, quel che bisogna fare non è conoscere qualunque ipotetica truffa. Occorre spostare il centro dell'attenzione sul proprio comportamento e sulla propria capacità di giudizio, in quanto la compravendita tra privati di un veicolo si può portare a termine in modo facile e sicuro. Tutto quel che è necessario fare per agire in totale tranquillità è attenersi ad alcune regole fondamentali, diffidando da qualsiasi persona che proponga una deviazione dal percorso infallibile.

Il buonsenso è dunque la chiave della buona riuscita della vendita di una macchina ad un privato: anziché cercare elenchi di truffe da evitare, è ben più semplice stabilire un modus operandi sicuro ed insistere nell'attenersi a questo indipendentemente dalle parole della controparte.

IL PERCORSO INFALLIBILE

Il modo giusto per gestire una compravendita è semplice: le due parti si accordano per una cifra, tramite email o contatto telefonico ma verificando prima l'affidabilità del numero di telefono da chiamare. Alcuni truffatori utilizzano infatti dei numeri a pagamento, cosicché quando il venditore li chiama per accordare dei dettagli sulla vendita il suo credito telefonico si esaurisce in fretta trasferendosi al compratore. Bisogna evitare di chiamare numeri con prefissi non identificabili, e nel caso in cui I contatti avvengano per posta elettronica non vanno cliccati dei link sospetti che possono condurre a siti contenenti virus.

Quando l'accordo è stato raggiunto, si svolge un incontro di persona con eventuale prova su strada durante la quale il venditore deve trovarsi a bordo del veicolo insieme all'acquirente. Se l'operazione si conclude con la soddisfazione di quest'ultimo, si procede a stipulare l'atto di vendita che andrà poi autenticato da un notaio o dal personale di un STA. Contestualmente all'autenticazione della firma va consegnato il pagamento, in contanti (se entro il limite di legge) o con assegno circolare; entrambi I metodi di pagamento vanno controllati in una filiale bancaria prima del trasferimento della somma. Una volta completato il passaggio di proprietà, il venditore deve sincerarsi che entro I sessanta giorni successivi questo sia stato fatto trascrivere nell'albo del PRA dal compratore. Ogni altra soluzione o percorso è da ritenersi potenzialmente rischioso, quindi va evitato.

DOCUMENTI ALLA MANO

Prima di addentrarsi in una trattativa con qualunque interessato, è necessario conoscerne con esattezza l'identità. Può sembrare scortese chiedere l'invio di una prova documentale, ma questo è assolutamente utile per sapere a chi ci si trova di fronte. Tentennamenti e rifiuti vanno interpretati come un chiaro campanello d'allarme, che dovrebbe suggerire un distacco o quantomeno una maggiore attenzione nelle fasi successive.

Il web è pieno di immagini di documenti, quindi quando ne si riceve una è meglio effettuare un rapido controllo. Se questa fosse stata presa dalla rete anziché rispecchiare la vera identità della controparte, sarebbe tutto fuorché un segnale di affidabilità. Sul web esistono diversi servizi per controllare la provenienza di una foto, Tineye ne è un esempio famoso, ed inoltre questi sono gratuiti e molto efficaci.

SOSPETTI INIZIALI

Una grande maggioranza dei truffatori si possono riconoscere fin dal primo comportamento che essi hanno nei confronti del venditore. In primo luogo è chiaro che desti sospetto chi offre delle cifre superiori a quella richiesta nell'annuncio di vendita: nessuno sarebbe così stolto da pagare del denaro inutilmente, salvo coloro che hanno interesse a fare leva sull'avidità di chi vende per diminuirne la razionalità.

Un comportamento altrettanto sospettoso è quello di chi propone offerte e intenzioni di acquisto senza voler prima vedere di persona il veicolo. Si tratta solitamente di truffatori che, abitando distante dalla vittima, intendono ottenere delle piccole somme in denaro mediante scuse di vario genere e per farlo fingono un forte interessamento. Le automobili sono beni dal valore non indifferente, quindi è contro ogni logica del buonsenso che se ne compri una prima di averla vista fisicamente.

Esistono diversi forum che trattano tematiche connesse alle automobili. Le discussioni vengono indicizzate dai motori di ricerca, dunque anche chi racconta la propria esperienza con un certo truffatore è facilmente reperibile in rete. Sapendo che chi vive in modo disonesto tende ad essere recidivo, una precauzione utile è quella di digitare su un qualunque motore di ricerca il nome di chi è interessato ad acquistare la propria auto: è facile che se si tratta di un personaggio poco trasparente compaiano dei precedenti, ed In tal caso è meglio sospendere ogni trattativa.

L'APPARENZA INGANNA

Molto spesso chi vende un veicolo parte con il piede giusto nella ricerca di un acquirente, guardandosi da ogni potenziale truffatore. Quando si incontra una persona ben vestita e dal modo di fare piacevole, tuttavia, si tende ad abbassare la guardia e ad accettare di deviare dal percorso sicuro in nome della fiducia ispirata dall'interessato: niente di più sbagliato.

I truffatori che operano nel mercato automobilistico conoscono perfettamente l'importanza del proprio aspetto, quindi studiano con attenzione il modo di approcciare le altre persone. Non bisogna dare peso alle apparenze, in quanto queste si rivelano troppo spesso illusorie: aderire ai principi generali della sicurezza è una prassi che non deve ammettere deroghe.

NESSUNA SPESA NON PREVISTA

L'unico onere che spetta generalmente a chi vende una vettura è quello di dividere le spese relative al passaggio di proprietà, una volta giunto con il compratore allo sportello del PRA. Non va mai presa in considerazione l'idea di effettuare un versamento di altra natura, qualunque sia la scusa addotta dalla controparte. É frequente un particolare tipo di truffa in cui l'acquirente sostiene di essere intenzionato a comprare l'auto del venditore, ma di trovarsi in una nazione diversa dall'Italia e di necessitare del veicolo prima di trasferirsi nel nostro paese. Il truffatore chiede al venditore di svolgere alcune "pratiche burocratiche" previste dall'ordinamento giuridico dello stato in cui si trova, che consistono nel pagamento di alcune "tasse" verso I conti correnti di alcune istituzioni nazionali. Per attrarre il venditore, il finto acquirente promette sovente di rimborsare tutte le spese sostenute dalla controparte quando la compravendita sarà conclusa: ovviamente ciò non avverrà mai, e l'IBAN delle presunte istituzioni verso cui si effettua il pagamento non è altro che quello del truffatore.

Non sempre il finto compratore usa, per ottenere dei pagamenti ingiustificati, la scusa di trovarsi in un altra nazione: per evitare di incorrere in qualunque tipo di raggiro simile, è bene evitare in generale chiunque richieda al venditore di pagare qualcosa che sia diverso dalla metà delle spese per il passaggio di proprietà.

METODI DI pagamento SICURI

Una delle cause più frequenti di truffa sono I metodi di pagamento. Quando un personaggio disonesto avverte che la controparte non è in grado di identificare le differenze che vi sono tra le differenti forme, è semplice per lui proporsi magari di saldare la transazione con un bonifico bancario. Una volta autenticato l'atto di vendita, egli esegue il bonifico sotto gli occhi del compratore, annullandolo nelle ore successive e dunque evitando che la cifra venga mai accreditata sul conto corrente della controparte. In altri casi si utilizza un bonifico bancario al posto di quello circolare, lasciando al venditore l'amara sorpresa di trovarlo scoperto quando si reca in filiale per incassarlo. Altra truffa possibile è quella che riguarda titoli di pagamento falsificati o quella ai danni del fisco favorendo l'evasione fiscale con pagamenti in contanti non regolari.

L'unico modo per mettersi al riparo da ogni forma di truffa legata al pagamento è quella di assicurarsi che questo venga effettuato in un tempo e modo determinato. La cifra va consegnata sempre contestualmente all'autentica dell'atto di vendita, mai prima e mai dopo; sotto il limite di legge di 3.000 euro è possibile accordarsi per l'uso di contanti o di un circolare, mentre al di sopra di questa soglia rimane soltanto l'assegno. Prima di accettare qualunque pagamento, esso va verificato in una filiale bancaria, consegnandolo al personale e chiedendone l'autenticazione: evitare I falsari è molto importante per la propria sicurezza.

VERIFICARE LA TRASCRIZIONE

Tutte le automobili circolanti in Italia sono iscritte all'albo del Pubblico Registro Automobilistico (PRA), dove vengono segnati anche tutti I passaggi di proprietà di un veicolo. Se entro sessanta giorni dalla firma dell'atto di vendita questo non è ancora stato trascritto, è previsto il ritiro della carta di circolazione del mezzo.

Quando chi compra un veicolo si rifiuta di trascrivere l'atto di vendita di proposito, solitamente ciò avviene perché è interessato ad evitare controlli fiscali o intende utilizzare la vettura per delinquere. Poiché ogni atto commesso dal guidatore risulterebbe imputato al precedente proprietario, al quale spetterebbero dei procedimenti legali macchinosi e frustranti per provare la sua innocenza, è interesse di questo premurarsi di controllare la trascrizione. Presso ogni sportello del PRA e sul sito internet di questo è possibile effettuare una visura per verificare che il venditore abbia provveduto nel limite di tempo stabilito: se dopo sessanta giorni non è ancora stato trascritto l'atto, si può richiedere presso la Motorizzazione Civile che ciò venga fatto a tutela del proprietario precedente.

 

 

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