PRA (Pubblico Registro Automobilistico)

Il Pubblico Registro Automobilistico (abbreviato, PRA), è un registro nazionale che funge da anagrafe per tutto il parco veicoli italiano. La sua funzione principale è quella di associare ad ogni mezzo che circola sulle strade pubbliche un numero di targa ed un proprietario, permettendo a tutti i cittadini di conoscere le situazioni giuridiche connesse.

PERCHÉ ESISTE IL PRA

È lecito domandarsi per quale motivo le automobili siano registrate presso il PRA a differenza di tutti i restanti beni mobili. La risposta consiste in una serie di provvedimenti, predisposti dal nostro ordinamento giuridico, che fanno rientrare i veicoli in una categoria particolare: quella dei beni mobili registrati.

È chiaro come la regolamentazione delle attività connesse alla guida sia molto precisa, prevedendo il conseguimento di una apposita patente, il rilascio di una documentazione dettagliata (CDP e carta di circolazione), un apposito procedimento per il passaggio di proprietà e un apposito ente governativo incaricato di mettere in atto tutte queste disposizioni (la Motorizzazione Civile ). Le automobili, inoltre, sono beni costosi che possono dunque rappresentare un mezzo per riciclare denaro ed evadere le tasse; infine sono potenzialmente pericolose, in quanto può capitare che esse siano coinvolte in un sinistro stradale.

Per poter procedere ad accertare tutti i fatti che riguardano una vettura, imputandoli ad uno specifico soggetto, dunque, si è scelto di istituire il PRA. Questa soluzione viene chiamata, in termini legali, criterio di pubblicità. Questo significa che chiunque è in grado di poter consultare con una visura il pubblico registro, lasciando a tutti la possibilità di verificare chi sia il proprietario di una determinata automobile o se questa sia momentaneamente sottoposta ad un fermo amministrativo. Infine, tracciare i passaggi di proprietà di un veicolo permette di risalire con precisione ai movimenti economici che essi hanno generato e consente di individuarne subito i soggetti coinvolti.

STORIA DEL PRA

La storia del PRA è piuttosto antica, risalendo quasi ad un secolo fa. I primi anni del '900 videro un forte aumento del parco auto italiano, rendendo sempre più difficile risolvere i conflitti di proprietà. Il codice civile sancisce che, in assenza di contratti espressi tra le parti, il possesso vale titolo. Questo significa che un bene mobile appartiene a chi ne è in possesso, a meno che qualcun altro non riesca a provare il contrario.

Le misure di sicurezza, agli inizi del XX secolo, non erano di certo sofisticate come quelle odierne, dunque il furto di veicoli era un'attività criminale piuttosto diffusa. La regola del possesso, poi, permetteva al ladro di detenere l'automobile anche se citato in giudizio, in quanto il legittimo proprietario non poteva provare realmente di essere tale.

I problemi generati dall'attribuzione della proprietà delle automobili si fecero via via più intensi, fino a quando non si decise di riunire in un unico registro tutte le informazioni dei veicoli circolanti: nel 1927, dunque, nasce il PRA 1.

CHI LO GESTISCE

Una volta creato questo registro pubblico, fu necessario delegare ad un ente in particolare la sua costituzione ed il suo aggiornamento. Fu deciso di affidare questo compito all'ACI, ovvero all'Automobile Club Italiano: questa organizzazione nacque nel 1897 per rappresentare la voce dei pochi proprietari di un'automobile che vi erano in quel tempo, oltre che per rappresentarne giuridicamente i diritti. Tra i soci fondatori, che ne stabilirono la sede in corso Vinzaglio a Torino, era presente anche Giovanni Agnelli, il primo amministratore delegato e presidente di Fiat.

L'ACI ha due competenze fondamentali, di cui la prima è appunto la gestione del PRA che ne ha rappresentato per anni la funzione principale. Nel 2000 assunse poi il compito di gestire gli Sportelli Telematici dell'Automobilista (STA). Questa decisione comporta un vantaggio per i cittadini, che recandosi presso le sedi territoriali dell'ACI e non più soltanto presso la Motorizzazione possono ottenere il rilascio della carta di circolazione e del certificato di proprietà del proprio veicolo. Con ciò sono diminuiti, di conseguenza, i tempi di attesa e i colli di bottiglia nella gestione del lavoro della Motorizzazione .

L'importanza dei servizi resi dall'ACI è stata evidenziata nel dibattito politico a più riprese nel corso degli anni: il governo Prodi, Monti e Renzi, infatti, hanno provato in ordine cronologico ad avviare un iter per l'abolizione di questo ente. Ne è risultato che questa operazione non è fattibile, almeno per il momento, in quanto non è possibile delegare i compiti svolti da questo ente ad un'altra istituzione.

LA STRUTTURA DEL PRA

Il Pubblico Registro Automobilistico è di per sé una realtà intangibile, in quanto si tratta di un albo diffuso presso tutti gli STA. Tuttavia, è chiaro che senza degli operatori sul territorio non sarebbe possibile riuscire ad aggiornare questo registro.

Con la suddetta normativa del 2000, la presenza fisica sul territorio degli addetti all'aggiornamento del PRA è rappresentata dagli sportelli dell'automobilista. Questi operano capillarmente in tutta la nazione e sono stati distribuiti su base provinciale, in modo tale che fossero facilmente servibili da qualunque interessato.

È da notare, in ogni caso, che anche presso gli UMC (Uffici della Motorizzazione Civile ) sono presenti le funzioni di un STA, dunque all'interno della stessa provincia permane una scelta sull'istituzione a cui rivolgersi. In alcuni casi è possibile che il costo di una pratica abbia un valore differente a seconda dell'ufficio a cui ci si rivolge, dunque è bene verificare questo elemento prima di recarsi ad uno sportello.

L'altra grande novità apportata dalla riforma del 2000 in merito agli STA è che non è più vigente il vincolo territoriale. In precedenza, un veicolo immatricolato presso l'ufficio di una determinata provincia rendeva necessario che lo stesso ufficio si occupasse di tutte le pratiche relative. Oggi, invece, il meccanismo di funzionamento si è omogeneizzato su base nazionale, rendendo gli adempimenti burocratici fruibili e validi presso qualsiasi STA.

DI COSA DI OCCUPA

Il compito fondamentale del PRA è sintetizzato in una delle norme 3 con cui esso è stato fondato, la quale recita testualmente " ogni autoveicolo viene iscritto nel foglio del PRA che porta il numero progressivo corrispondente a quella della licenza di circolazione".

Il primo elemento fondamentale che compare da questa definizione, dunque, è la targa. Questa soluzione risale al 1897, quando un regio decreto introdusse in ogni comune l'obbligo di numerarne progressivamente i "velocipedi". La funzione prevista era quella per cui viene utilizzata anche attualmente, dunque quella di identificare con precisione un veicolo a partire da un codice di riferimento. In origine, tuttavia, queste targhe non erano trascritte, dunque non era possibile confrontare realmente i numeri ed i proprietari dei relativi mezzi; il PRA diede, con la sua istituzione, un ruolo decisamente più rilevante all'utilizzo delle targhe.

La mera elencazione di targhe e movimenti della proprietà non esaurisce comunque le funzioni del PRA, ma rappresenta soltanto il fondamento di tutti gli altri servizi che ne derivano.

Art, 2864 codice civile Questo articolo è il primo a fornire alcune indicazioni su quali siano gli atti che vanno necessariamente registrati presso il PRA:

Art. 2810 codice civile Questo articolo delinea una delle motivazioni principali per cui si effettua la trascrizione nel PRA della proprietà dei veicoli. La ragione è che essi possono essere dati, al pari degli altri beni, come garanzia quando si contrae un debito. È possibile iscrivere un'ipoteca sulla propria automobile, rendendo anche in questo caso il veicolo soggetto ad una situazione giuridica molto significativa. Anche in questo caso, il beneficiario maggiore della trascrizione è colui che fosse eventualmente interessato ad acquistare il mezzo: sapere che esso à gravato o meno da un'ipoteca rende la compravendita molto diversa, dunque anche questa posizione è stata ritenuta utile da annotare sul PRA.

LACUNE LEGISLATIVE

Un fattore che determina necessariamente l'iscrizione dei veicoli al PRA riguarda l'applicazione delle normative vigenti. Quando un'automobile è presente nel registro, si tratta insindacabilmente di un bene mobile registrato; la disciplina del codice civile è molto chiara a riguardo 4.

Le norme che regolano i beni mobili registrati sono create appositamente per questi, che dunque rispondono a dei criteri completamente diversi. Soltanto nel caso in cui vi fosse una lacuna nella regolamentazione, allora si dovrebbe ricorrere ai principi di analogia legis e analogia iuris. Questi due concetti intendono specificare che quando non si può rintracciare una norma specifica per il caso, si deve ricorrere ad una disciplina più generale: per i beni mobili registrati, questo significa applicare le leggi in merito ai beni mobili non registrati. La trascrizione, dunque, rende l'aspetto normativo molto più settoriale e consente al legislatore di poter intervenire in maniera più mirata.

ABOLIZIONE DEL PRA

Nel corso della storia recente vi sono stati due tentativi di abolire il Pubblico Registro Automobilistico, ma nessuno dei due è riuscito nel proprio intento.

Il primo tentativo avvenne con azione referendaria nel 1995, quando la celebre rivista di automobilismo Quattroruote propose una raccolta firme per abrogare l'articolo del 1927 con cui veniva istituito il PRA. Il referendum, tuttavia, non passò poi il vaglio della corte costituzionale: questo organo ha tra le sue funzioni quella di verificare che le proposte referendarie siano coerenti con la Costituzione ed i suoi principi fondamentali. Il quesito fu giudicato inammissibile, rimarcando l'importanza di conoscere e associare ad ogni veicolo il suo proprietario, sia per gli infortuni stradali che per i movimenti economici legati alla circolazione.

Il 9 giugno 2010 fu il deputato Giorgio Jannone, con la proposta C. 3533 a provare a riformare la normativa che istituisce il PRA. In questo caso fu suggerita un'alternativa a questo registro, ovvero la possibilità di creare un archivio informatizzato gestito da una divisione del Ministero dei Trasporti che si occupi di tracciare la proprietà dei veicoli. Inizialmente questa proposta fece parlare di sé nel mondo automobilistico, dunque si ipotizzava un seguito per la stessa. In realtà questo progetto di legge non fu mai discusso in aula e non ottenne mai l'approvazione della commissione relativa, dunque risulta ancora essere esistente anche se probabilmente non verrà mai ripreso. L'iter legislativo italiano, infatti, prevede molto spesso questo tipo di accantonamento dei disegni di legge meno condivisi dal Parlamento, il quale si limita a non procedere con la discussione.

NOTE