Il pagamento di un'auto usata

Il momento del pagamento, ai fini del diritto privato, è quel che perfeziona un contratto di vendita. Si tratta di un momento importante, perché sia dalla parte del venditore che da quella dell'acquirente è opportuno tutelarsi in modo da evitare le scelte sbagliate. Infatti, non ponderare attentamente le scelte a disposizione può comportare differenti problematiche: da una parte, ovviamente, la possibilità di venire truffati, ma anche quella di infrangere la legge o favorire il riciclo di denaro ottenuto mediante attività illecite.

I venditori meno esperti, specialmente se si apprestano a vendere ad un privato la loro auto per la prima volta, rischiano di essere colti dalla frenesia per aver trovato un acquirente. Questo può provocare un forte desiderio di concludere la compravendita al più presto, in modo da incassare la somma pattuita per poterne immediatamente disporre: tralasciare la scelta del metodo di pagamento, tuttavia, potrebbe vanificare completamente tutti gli sforzi compiuti fino a quel momento. In altri casi, un venditore inesperto si fida di un acquirente che si pone in modo cordiale, risultando affidabile ad una prima vista, il quale guida la sua vittima verso la scelta di un metodo di pagamento che gli permetta di eseguire il suo raggiro ed appropriarsi dell'automobile. La consegna del denaro come momento in cui si perfeziona il trasferimento di un diritto reale è una questione che non va presa alla leggera anche dal punto di vista legale, per cui è necessario avere cognizione di quel che si sta facendo in quest'ottica.

La sicurezza dei traffici economici è uno dei pilastri dell'ordinamento giuridico italiano, per questo normalmente le transazioni avvengono tramite società regolamentate quando implicano cifre consistenti. Quando si tratta di veicoli o immobili, tuttavia, anche i privati hanno voce in capitolo e necessitano di poter alienare i propri beni, per cui la legge si è evoluta negli anni per cercare di arginare i problemi che possono insorgere al momento del pagamento. Vi sono strumenti migliori e peggiori per eseguire un pagamento In ogni settore ed attività: le automobili non fanno eccezione, per cui è possibile tutelarsi da ogni rischio ma soltanto seguendo una traccia prestabilita.

CONCESSIONARI E COMPRO AUTO

Ad una prima analisi, è evidente che le aziende strutturate più importanti che operano nel mercato delle automobili di seconda mano sono concessionari e servizi di vendita diretta (anche detti "Compro Auto"). Questo significa che, ovviamente, replicare le scelte che operano queste organizzazioni è più sicuro che affidarsi a scelte non convenzionali.

I concessionari ed i Compro Auto si affidano, per lo svolgimento dei pagamenti, a contanti oppure assegni, a seconda dell'importo alla base della compravendita. Da ciò si evince che anche per i privati può essere utile ricorrere a tali sistemi e meno ad altri: nei paragrafi successivi si illustreranno i motivi ed i fattori che incidono su questa decisione, con riferimento anche ai vincoli legali attualmente esistenti.

i contanti

Il denaro contante è uno strumento pratico e veloce per saldare le transazioni. Grazie alla riduzione dei costi necessari all'acquisto di macchine per il controllo dell'autenticità, molte attività commerciali si sono munite di questi sistemi e questo ha comportato anche una forte riduzione nella circolazione di denaro falso. Anche le zecche sono sempre più attente allo studio ed alla realizzazione delle banconote, che vengono spesso modificate per rendere ancora più difficile l'attività dei falsari. In ultima analisi, si può dire che i contanti siano uno strumento affidabile per incassare il ricavato della vendita di un'automobile usata, sia da aziende che da privati.

C'è un altro aspetto, tuttavia, da considerare quando si parla di denaro contante: il riciclaggio di denaro ottenuto tramite attività illegali. Dallo spaccio di stupefacenti ai furti, quasi tutto il denaro ottenuto in modo non conforme all'ordinamento giuridico è circolante sotto forma di banconote. Anche l'evasione fiscale viene fortemente incoraggiata dall'uso di contanti, In quanto la tracciabilità di questo sistema di pagamento è molto bassa e questo consente a molti evasori di non dichiarare i propri ricavi di vendita. Proprio per questi motivi, la legge regola in modo ferreo il limite massimo alla circolazione di denaro contante: nel corso degli anni questo tetto si è spostato, arrivando addirittura ad imporre l'uso di metodi alternativi per qualunque cifra superiore ai 1.000 euro. Con la legge di stabilità del 2016, tuttavia, si è andati a rialzare il limite, che è stato posto a 3.000 euro per essere più conforme alle leggi presenti negli altri stati dell'Unione Europea.

Può accadere che, per il pagamento di un'automobile usata, venga proposto un pagamento in contanti anche se la somma è superiore all'ammontare massimo previsto dalla legge. É possibile in questo caso fare un'eccezione, visto che si tratta di un pagamento nei confronti di un privato? Assolutamente no. Anche qualora il valore venisse rateizzato per importi che, presi singolarmente, sono inferiori al tetto previsto, si sarebbe immediatamente colpevoli di evasione fiscale accettando una proposta del genere.

Le accuse possono andare anche oltre alla semplice evasione, specialmente in relazione al soggetto con cui si sta avendo a che fare. In alcuni casi, infatti, viene utilizzato proprio il mercato automobilistico per pulire il denaro proveniente da attività non consone: si acquista una vettura in contanti, la si rivende a fronte di un pagamento tracciabile ed onesto, ed in questo modo si sono trasformati i contanti "sporchi" in una somma legalmente detenuta su un conto bancario. Questo significa che, in ogni caso, accettare un pagamento in contanti al di sopra dei 3.000 euro è sempre una pessima decisione.

Se si ha a che fare con un'azienda, presente fisicamente e strutturata quale può essere un concessionario o un grande Compro Auto, non vi è ragione di dubitare circa l'autenticità dei contanti. Se si ha a che fare con un privato o un commerciante "di strada", senza regolare partita IVA e potenzialmente insolvibile, è meglio invece prendere qualche precauzione. Solitamente, in questi casi, entrambe le parti contraenti si recano allo sportello del PRA per eseguire il passaggio di proprietà, dunque il pagamento dovrebbe avvenire contestualmente all'autentica della firma sull'atto di vendita. Prima di compiere quest'operazione, per essere più tutelati sull'autenticità delle banconote, bisognerebbe agire in questo modo: il venditore dovrebbe recarsi con l'acquirente presso una filiale bancaria, consegnare i contanti e richiedere una verifica degli stessi; a questo punto, il proprietario del mezzo dovrebbe consegnare una busta firmata al compratore, dove riporre le banconote autenticate. Dopodiché si procederà a sigillare la busta, che il compratore custodirà fino alla consegna del pagamento. Questo accorgimento va preso per evitare che, al momento del pagamento, l'acquirente scambi le banconote verificate con altre false: sembra trattarsi di un'ipotesi remota, ma è proprio quando i venditori abbassano la guardia che per i compratori è più semplice agire.

assegno circolare

L'assegno circolare rappresenta Il metodo di pagamento più sicuro: si tratta di un titolo di credito con cui un istituto bancario, detto "emittente" in gergo economico, si impegna ad erogare la somma precisata sul titolo a favore del beneficiario. Questo significa che la banca si interpone tra colui che stacca l'assegno e colui che lo incassa, rendendosi un intermediario necessario ma anche efficiente: proprio questa garanzia, infatti, fonda la sicurezza del pagamento tramite assegno per l'acquisto di un'automobile usata.

Trattandosi di un titolo emesso da una banca, l'assegno circolare è un metodo di pagamento tracciabile, il che evita il problema della somma massima erogabile che invece è tipica del denaro contante. Questo significa che qualunque sia il valore dell'automobile, sarà sempre possibile accordarsi per un pagamento con assegno, in modo da poter usufruire anche di un'altra fondamentale caratteristica: la causale. Su ogni assegno, infatti, va specificata la motivazione per cui lo si sta staccando.Questo significa che, specificando sul titolo la targa ed il modello dell'automobile che si sta acquistando, si può essere sicuri di avere una prova dell'avvenuto pagamento del veicolo, che il proprietario precedente non potrà in alcun modo contestare se ha incassato l'assegno.

Scegliere l'assegno circolare come metodo di pagamento significa poter utilizzare uno strumento sicuro, ma anche in questo caso non è sufficiente: vi è sempre il rischio che l'acquirente stacchi un assegno falso o scoperto, così come quello di accordarsi per eseguire la consegna in un momento non sicuro. Il pagamento, anche in questo caso, deve avvenire contestualmente al momento dell'autentica della firma sull'atto di vendita, quando appare chiaro che dopo la consegna l'auto passerà di proprietà, ma il passaggio non è ancora stato trascritto. Per evitare di avere problemi con l'incasso, invece, occorre procedere in modo analogo a quanto già visto per il pagamento in contanti: anche in questo caso, infatti, l'autenticità e la copertura possono essere previamente verificati recandosi presso la filiale bancaria più vicina, dopodiché è sempre bene adottare la soluzione della conservazione in busta firmata.

Se si sceglie di adottare questa procedura, allora non vi sono inconvenienti di sorta che ci si possa aspettare, specialmente se il titolo è stato emesso da una grande banca. Per quanto riguarda gli istituti minori, invece, vi è un piccolo fattore di rischio che va considerato: talvolta, infatti, ad un primo esame l'assegno può apparire del tutto autentico e ne viene verificata adeguatamente soltanto la copertura. Prima di scoprire che, invece, si tratta di un falso, potrebbero occorrere un paio di giorni lavorativi: nel momento in cui esso viene incassato, infatti, viene sottoposto a maggiori controlli che ne rivelano con più precisione l'appartenenza effettiva a quelli emessi dall'istituto. Nel caso in cui ci si accorga di essere stati pagati tramite un assegno falso, tuttavia, è sempre possibile ottenere giustizia se si agisce per tempo e se il compratore non è apolide o se egli non si è trasferito al di fuori del territorio nazionale. Le forze dell'ordine, sotto la guida della documentazione fornita dal venditore e dalla banca, dopo che sarà stata sporta denuncia si metteranno alla ricerca del truffatore. In ogni caso, si tratta di un'ipotesi piuttosto remota, in quanto il conto corrente dell'acquirente verrebbe bloccato in ogni caso: il compratore sarà messo in mora e potrà essere accusato di truffa e appropriazione indebita. Per l'esecuzione di una truffa del genere è più probabile che si faccia uso di un bonifico bancario.

BONIFICO BANCARIO

Il bonifico bancario è un sistema utilizzato molto raramente come pagamento per il trasferimento di proprietà di un'automobile. La ragione è che, a tutti gli effetti, vi è sempre un necessario elemento di fiducia che va impiegato da una delle due parti contraenti: non esiste un metodo che sia, per così dire, "infallibile" per rendere sicuro un tale pagamento.

Il bonifico bancario non è altro che il trasferimento di denaro, mediato da una banca, tra un conto corrente ed un altro. Nuovamente si tratta di un metodo di pagamento tracciabile, ed anche in questo caso è necessario esplicitare una causale al momento dell'emissione: il problema consiste nella dimensione temporale. Mentre un assegno circolare può essere incassato subito, infatti, il bonifico bancario può necessitare anche tre giorni lavorativi prima di essere definitivamente operato. Nelle prime ore successive all'emissione di un bonifico, poi, questo è annullabile usando anche semplicemente il servizio di home banking di cui ormai moltissime persone dispongono. Tra il momento in cui il bonifico cessa di essere annullabile e quello in cui il trasferimento è definitivamente avvenuta, trascorre quindi un lasso di tempo notevole. Se si trattasse di un'operazione immediata e non annullabile, sarebbe un modello molto sicuro per saldare la transazione, ma questo sfasamento temporale ne limita di molto l'utilità nel mercato automobilistico.

Vi sono tre momenti fondamentali in cui si può scegliere di effettuare un bonifico per saldare il pagamento di un'automobile, ma come è facile dimostrare nessuno di questi si può definire completamente sicuro. In prima battuta, si consideri di effettuare il trasferimento in denaro contestualmente all'autentica dell'atto di vendita, così come si fa per gli altri metodi di pagamento visti in precedenza. A questo punto, il venditore procederebbe a consegnare l'automobile all'acquirente, il quale l'avrebbe acquistata legalmente in forza di un atto di vendita valido. Una volta entrato in possesso del veicolo, tuttavia, egli potrebbe annullare l'operazione bancaria senza neanche recarsi allo sportello di una filiale, mentre il venditore è ignaro di ciò ed attende per qualche giorno un pagamento che non arriverà. Questo tempo è sufficiente a richiedere la radiazione dell'auto dal PRA, imbarcarla per un qualunque paese straniero e rivenderla qui, dove sarà quasi impossibile recuperarne le tracce.

Lo stesso problema della consegna contestuale all'autentica si ha nel caso in cui le due parti contraenti decidano che l'emissione del bonifico bancario debba avvenire successivamente alla trascrizione del passaggio di proprietà: in questo caso, il compratore potrà persino evitare di fare e poi annullare il pagamento. Il problema inverso, invece, si verifica nel caso in cui il bonifico venga emesso prima dell'autentica della firma sull'atto di vendita: in questo caso a poter approfittare della situazione è infatti il proprietario dell'automobile. Egli, infatti, potrebbe attendere l'arrivo della somma senza mai presentarsi allo sportello del PRA per lo svolgimento delle pratiche, tenendo per sè la proprietà dell'automobile.

Fortunatamente, la tracciabilità del pagamento viene incontro alle persone oneste che sono state truffate pagando con bonifico un'automobile usata. Dimostrando che si è eseguito il versamento in favore del venditore per acquistare il suo veicolo, e che però egli non ha mai adempiuto allo svolgimento delle pratiche, si potrà infatti riavere il denaro indebitamente trattenuto. Questo non significa, tuttavia, che le procedure per far valere questo diritto siano semplici: infatti è necessario rivolgersi ad un avvocato, sporgere una denuncia e presentare al processo tutta la relativa documentazione. i tempi della giustizia sono considerevoli, per cui si potrebbe non arrivare ad una sentenza per lungo tempo; nel migliore dei casi, il venditore si difenderà prima del processo accettando di restituire la somma ma evitando che la questione venga sottoposta ad un esame in tribunale.

É bene precisare che il bonifico bancario è rischioso principalmente quando si ha a che fare con privati o compratori non in regola. La questione cambia quando l'interlocutore è un ente professionale e consolidato, di garantita solvibiità in caso di qualunque problema e il cui fatturato sia tale da non giustificare una truffa del genere. Se si ha a che fare con un concessionario di notevoli dimensioni o con un affermato servizio di vendita diretta, infatti, è altamente improbabile che essi decidano di rovinare la propria reputazione per operare una truffa mediante bonifico. Tuttavia, questo tipo di aziende lo ripudia nella maggior parte dei casi, proprio per garantire una maggiore sicurezza al venditore dell'automobile.