Vuoi vendere la tua auto?
La compriamo noi! Ottieni subito una valutazione gratuita e senza impegno
Valuta Ora

Pagamento di un'auto con assegno: tutto quello che c'è da sapere

L'assegno è un metodo di pagamento piuttosto diffuso, specialmente quando si tratta della compravendita di automobili. Si tratta di un titolo di credito cartaceo, che coinvolge tre soggetti:

  • Traente - Colui che emette l'assegno
  • Trattario - L'istituto bancario che si impegna a pagare la cifra precisata sull'assegno
  • Portatore - Colui che intasca la somma

COME SI PRESENTA UN ASSEGNO

Ci sono delle caratteristiche fondamentali che un assegno deve possedere affinché esso sia valido ai fini di legge. In primo luogo devono essere precisati la data ed il luogo dell'emissione, dopodiché esso deve riportare anche l'ammontare del pagamento, il nome del beneficiario e la firma autografa del traente. Infine, sarà necessario che sul titolo sia presente l'indicazione del tipo di assegno in questione. Sembra trattarsi di un aspetto secondario ed immediato, ma la presenza del nome del beneficiario (ragione sociale nel caso in cui sia un'azienda) è molto importante: legalmente non è possibile, infatti, che la banca contragga un obbligo verso un soggetto indeterminato.

Solitamente gli assegni si presentano come fogli di carta raccolti in un blocchetto, dal quale possono essere staccati singolarmente. Si tratta di moduli precompilati e stampati in modo da renderne difficile la falsificazione: questi due accorgimenti sono stati adottati per evitare che vengano a mancare le indicazioni necessarie e che si utilizzino assegni non realmente emessi dall'istituto bancario. Alcuni istituti, poi, non sono stati abilitati dalla Banca d'Italia ad emettere assegni, dunque prima di accettarne uno che impegna una banca sconosciuta è bene verificarne l'abilitazione nella Gazzetta Ufficiale.

I tipi principali di assegno sono due, ma vi è una trattazione generale che li unisce per gran parte delle caratteristiche. In ogni caso, tra assegno bancario e circolare si utilizza prevalentemente -con riferimento al mercato automobilistico- il circolare. Per questo motivo, è necessario cogliere la differenza che vi è tra i due sistemi.

ASSEGNO BANCARIO

L'assegno bancario è emesso dalla banca del traente: con questo titolo, egli sta autorizzando la banca a trasferire una certa cifra al portatore. Questo significa che, quando chi vende un'automobile viene pagato tramite assegno bancario, può farsi trasferire la cifra in questione direttamente dal conto corrente del traente. Cosa succede se la somma non è presente sul conto corrente di chi ha staccato l'assegno? Ci si trova di fronte ad uno scoperto, il che costituisce un illecito amministrativo 2. Questo significa che l'emissione di un assegno scoperto non costituisce reato, il che rende l'azione non perseguibile penalmente: il traente potrà andare incontro soltanto ad una sanzione, che varia dai 519 ai 3.099 euro. L'ammenda può avere anche un importo superiore nel caso in cui il valore nominale dell'assegno sia superiore ai 10.000 euro o nel caso in cui a commettere l'illecito sia un recidivo, dunque qualcuno che ha già commesso il reato altre volte.

In termini di legge, la copertura di un assegno è regolata dal cosiddetto rapporto di provvista. Con questa locuzione si intende la relazione che si viene a creare tra traente e trattario. Quando il rapporto di provvista è verificato, significa che il trattario potrà effettuare correttamente il pagamento nei confronti del portatore, attingendo i fondi direttamente dal traente. Quando questa condizione viene meno, si originano i problemi connessi agli assegni scoperti, che infatti vengono anche definiti "senza provvista".

ASSEGNO CIRCOLARE

L'assegno circolare, come già accennato, trova maggiore utilizzo nel campo del mercato automobilistico per la sua maggiore sicurezza. La differenza principale consiste nel fatto che la banca si impegna a pagare al portatore una cifra già presente presso l'istituto. Questo significa che non è necessario che il traente abbia un conto corrente presso la banca in questione: egli può anche depositare i contanti allo sportello in cambio del circolare, dopodiché la somma verrà trasferita al portatore quando egli la richiederà. Le commissioni per usufruire di questo servizio possono variare a seconda della banca a cui ci si rivolge, ma in molti casi esso viene offerto gratuitamente: fino a quando il portatore non richiede il pagamento della cifra, infatti, la banca la annovera tra le sue fonti di finanziamento di cui può disporre senza dover corrispondere interessi.

L'assegno circolare viene definito un tipo di pagamento a vista. Questo significa che il portatore può riscuotere la somma indicata presso qualunque filiale della banca che lo ha emesso, senza dover aspettare nessun tempo ulteriore prima di incassare il denaro. Per evitare che esso possa essere riscosso dalla persona sbagliata, entrata illecitamente in possesso del titolo, viene però richiesto di esibire un documento di identità per confermare che il richiedente sia quello indicato sul modulo.

Nel campo delle automobili, è facile comprendere come mai l'assegno circolare venga utilizzato molto più di quello bancario: trattandosi di un titolo in cui il rapporto di provvista è garantito, il creditore non rischia di trovarsi di fronte ad un assegno scoperto. Questa caratteristica, insieme all'immediatezza con cui il pagamento è esigibile, ha reso il circolare il metodo di pagamento più utilizzato per concludere passaggi di proprietà tra privati.

RICHIEDERE UN CIRCOLARE

Per ottenere l'emissione di un assegno circolare da una banca è necessario prima di tutto recarsi presso una sua filiale. Qui andrà specificata la propria richiesta, ottenendo un modulo precompilato da completare con i dati dell'assegno che si vuole ottenere; infine sarà necessario depositare la cifra in oggetto, al contrario di quanto avviene con gli assegni bancari, dopodiché il titolo di credito verrà emesso immediatamente. Si tratta, dunque, di un'operazione molto veloce e semplice, che nel caso della compravendita di un'automobile si può svolgere anche davanti agli occhi del venditore: questo fornirebbe una tutela molto sicura dell'autenticità del pagamento.

LA RISCOSSIONE

Riscuotere un assegno circolare, spesso anche abbreviato con A/C, richiede altresì brevissimo tempo. Anche in questo caso bisogna recarsi presso lo sportello bancario, che ovviamente deve appartenere allo stesso istituto che ha emesso il titolo. Dopo aver presentato l'assegno ed un documento di identità, l'addetto procederà ad una verifica elettronica dell'autenticità, poi verserà immediatamente il corrispettivo al portatore.

Particolare attenzione va però rivolta al tempo a disposizione del portatore per l'incasso. Gli assegni circolari, infatti, non hanno una validità illimitata, bensì vanno riscossi in un lasso di tempo molto preciso e stabilito dalla legge: 8 giorni se il beneficiario risiede nello stesso comune del traente, altrimenti 15 giorni. Quel che accade al termine di questa scadenza non è la cessata validità del titolo, bensì la possibilità del traente di revocarlo, annullandolo. Non solo, ma se la banca ignora la revoca del titolo e versa la cifra ugualmente al beneficiario, sarà tenuta a rimborsare al traente sia la somma in questione che i danni 3.

TRASFERIRE L'ASSEGNO

In alcuni casi il portatore dell'assegno può desiderare il trasferimento di tale credito nei confronti di un terzo, del quale è a sua volta debitore. Per trasferire un assegno va eseguita una girata, firmando l'apposito spazio sul retro del foglio e indicando il beneficiario successivo; questa possibilità, tuttavia, ha favorito per molti anni la circolazione di denaro "sporco", ovvero proveniente da attività illecite.

Il legislatore è intervenuto più volte per stabilire delle restrizioni che limitino l'utilizzo delle girate, ed ancora oggi essi sono in vigore 4. L'attuale stato dell'ordinamento è stato introdotto nel 2011 e prevede che ogni blocchetto di assegni emesso dalla banca rechi la scritta "non trasferibile", salvo diversa disposizione del cliente. Nel caso si desiderasse ottenere la possibilità di staccare assegni trasferibili, ognuno di essi prevedrà il pagamento di un'imposta di bollo pari a 1,50 euro. In ogni caso, il limite all'importo che può essere corrisposto tramite assegno trasferibile è di 1.000,00 euro.

ASSEGNI E AUTOMOBILI

Come già specificato, l'assegno circolare è un metodo estremamente valido e sicuro per concludere la vendita di un'auto. Mentre i contanti prevedono un limite massimo di utilizzo piuttosto stringente, e i bonifici bancari sono da evitare decisamente, il circolare è uno strumento funzionale in ogni circostanza.

Il momento della consegna è fondamentale, in quanto anticiparlo o posticiparlo può significare l'imputazione di un forte rischio di truffa in capo ad una delle due parti contraenti. L'assegno va consegnato dal compratore al venditore contestualmente all'autenticazione dell'atto di vendita, ogni deroga da questo principio risulta insicura. Quando l'atto di vendita è autenticato, legalmente il venditore si è impegnato a cedere la proprietà del suo veicolo all'acquirente, che però non è ancora in possesso del mezzo e delle relative chiavi. Questo significa che, una volta che l'atto è autenticato, sarà sufficiente consegnare l'assegno da una parte e le chiavi dall'altra per aver concluso il contratto. Successivamente l'atto andrà trascritto e sarà necessario aggiornare la carta di circolazione del veicolo, ma questi adempimenti burocratici avvengono a passaggio di proprietà ormai concluso.

Nel caso in cui l'assegno circolare venisse consegnato prima dell'autentica della firma sull'atto di vendita, il venditore potrebbe incassare il denaro senza mai presentarsi allo svolgimento delle pratiche: questo significherebbe, per il compratore, un pagamento inutile che andrà recuperato tramite un'evitabile azione legale. Analogamente, anche se le due parti accordassero di posticipare il trasferimento del titolo ciò sarebbe rischioso: il venditore rischierebbe di lasciar trascrivere l'atto, consegnando le chiavi del mezzo, senza mai vedere il pagamento promesso.

TRUFFE LEGATE AGLI ASSEGNI

Anche se l'assegno è un metodo di pagamento ormai consolidato, è possibile che al momento del passaggio di proprietà di un veicolo una delle due parti provi a truffare l'altra. Esistono dei modi per farlo, ma altrettanto si possono mettere in atto delle contromisure per assicurarsi il buon fine della compravendita. Sono due i raggiri fondamentali che coinvolgono l'utilizzo di assegni per comprare una macchina:

  • Assegno scoperto Nel caso in cui l'acquirente del veicolo paghi il creditore tramite assegno bancario, come visto in precedenza, va considerato il rischio che non sia verificato il rapporto di provvista.
  • Assegno falso Gli assegni sono titoli di credito emessi direttamente da un istituto bancario. Questo significa che, se vengono falsificati e non erogati realmente dalla banca, hanno lo stesso valore della carta straccia.

Ricevere un assegno falso o scoperto può comportare la perdita completa del ricavato di vendita. È necessario agire per vie legali, intentando un'azione contro l'acquirente: non sempre, però, questa va a buon fine. Molti compratori truffaldini, infatti, procedono a radiare il mezzo dal Pubblico Registro Automobilistico non appena possiedono la relativa documentazione, dopodiché si recano all'estero con la vettura. Qui, poi, procedono a rivenderla, potendo essere pressoché sicuri di non venire mai disturbati dagli organi di legge.

COME EVITARE LE TRUFFE

Essendoci due truffe fondamentali dalle quali mettersi al sicuro, esistono altrettanti metodi per poterlo fare. Si tratta di accorgimenti che andrebbero presi a prescindere dalla fiducia che si ripone nell'acquirente, specialmente se lo si è incontrato tramite un annuncio a distanza: nel mercato automobilistico, infatti, vale senza dubbio il detto "l'apparenza inganna".

  • Sempre circolari - Gli assegni bancari sono un metodo ingiustificatamente rischioso per condurre a termine la compravendita di un veicolo. Essendo possibile e gratuito ricorrere ad un assegno circolare, non vi sono motivi per scegliere una forma differente di pagamento.
  • Autenticazione - Per evitare di incorrere in un assegno falso, è necessario controllare l'autenticità del titolo prima di svolgere le pratiche per il passaggio di mano del veicolo. Sarà sufficiente recarsi presso lo sportello di una delle filiali della banca che ha emesso l'assegno, consegnarlo al personale e chiedere una verifica. Grazie ad un'attenta numerazione che codifica ogni assegno, sono necessari pochi istanti per completare l'operazione ed essere sicuri dell'autenticità dell'assegno. Per precauzione, esso andrebbe custodito dal compratore in una busta che il venditore dovrebbe firmare e sigillare: il rischio che il titolo verificato venga scambiato, al momento della consegna, con uno falso è infatti basso ma esistente.

Questi piccoli accorgimenti sono tutto quel che è necessario per procedere ad una compravendita che ha per oggetto un'automobile in totale sicurezza. In ogni caso, comunque, la prima necessità quando si incontra la controparte della trattativa è uno scambio di documenti per verificare le generalità dei contraenti. Se si dovesse verificare un qualunque problema riconducibile ad un comportamento truffaldino, poi, va immediatamente chiesto un chiarimento; se esso tarda ad arrivare o non è convincente, le vie legali vanno intraprese il prima possibile per evitare che diventi impossibile rintracciare il truffatore. Specialmente l'uso di assegni falsi o in bianco, infatti, comporta forti implicazioni giuridiche che rendono un dovere eseguire la segnalazione di comportamenti sospetti, in modo da fermare falsari e raggiratori prima che possano colpire altre vittime.

NOTE

  • La norma di riferimento principale è il regio decreto del 21 dicembre 1933 n. 1736
  • Si veda la legge n. 386/90 come modificata dal Dlgs n. 507/99
  • Questa conseguenza non è stata stabilita per legge ma da una sentenza della Cassazione, la sent. n. 15266/2014
  • Consultare il d.lgs. 21 novembre 2007 n. 231, con le modifiche successive apportate dall'art. 2 del D.L. 13 agosto 2011 n. 138

 

 

Quanti soldi puoi ottenere dalla tua auto?
scoprilo subito