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Conto Vendita Auto

Il conto vendita è una particolare operazione che consiste nell'affidamento di uno o più beni ad un altro soggetto, affinché siano venduti da questo. Questo tipo di accordo ha una valenza economica importante, ma viene anche trattato in modo dettagliato dalla normativa del codice civile: la disciplina che lo inquadra si può trovare esplicata meglio sotto la dicitura "contratto estimatorio".

IL CONTRATTO ESTIMATORIO Il contratto estimatorio è quell'atto giuridico che fonda il principio di conto vendita. Un contratto, stando a quanto riportato nell'articolo 1321 del codice civile, è l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimonale". Questo inquadramento generale serve per poter definire meglio ogni tipologia di contratto, sia che esso sia esplicitamente disciplinato dal codice (in tal caso si dice "tipico") che nel caso in cui, invece, esso ne ometta una trattazione (atipico). Il contratto estimatorio è tipico, in quanto l'articolo 1556 c.c. ne fornisce una chiara configurazione: esso prevede che una parte (tradens) consegni una o più cose mobili all'altra (accipiens), mentre quest’ultima si obbliga a pagarne il prezzo o a restituirla nel termine stabilito.

La giurisprudenza si è divisa tra chi considera quello estimatorio un contratto reale e chi invece ripudia questa concezione. I contratti "reali" trasferiscono un diritto sulle cose (res in latino significa "cosa"), e si perfezionano al momento della consegna come avviene nel caso di conto vendita: questo ha portato la dottrina ad adottare principalmente questa interpretazione per definire la natura del contratto estimatorio.

Vi sono notevoli differenze tra il contratto di vendita e quello estimatorio, ed è per questo che le due discipline sono distinte. Nel caso di vendita, infatti, la proprietà dei beni si trasferisce dal tradens all'accipiens, che è obbligato a pagarne il prezzo; nel contratto estimatorio, invece, la proprietà rimane in capo al tradens, che cede però la disponibilità dei propri beni. Con disponibilità si intende la facoltà di vendere ("disporre" in termini giuridici) un bene, dunque la transizione di questo diritto limita di molto la proprietà del tradens, che di fatto perde il possesso dell'oggetto.

Il contratto estimatorio prevede che non sia necessario il pagamento della merce al tradens, in quanto l'altra parte può semplicemente limitarsi a restituirla senza dover pagare alcun onere aggiuntivo. Anzi, il nostro ordinamento giuridico prevede che, nel caso in cui il possesso dei beni in oggetto sia passato all'accipiens per oltre un anno, egli ne diventa proprietario a tutti gli effetti. A fronte di ciò, è chiaro che le forma raccomandata per la conclusione di un contratto estimatorio è quella scritta, anche se la legge non la richiede espressamente: qualora una delle due parti si rifiutasse di adempiere ai suoi obblighi, oppure si vi fosse la necessità di un qualunque accertamento, la mancanza di un accordo scritto renderebbe l'onere della prova molto difficile. L'onere della prova, secondo la legge italiana, è un principio giuridico generale secondo il quale chi vuole dimostrare l'esistenza di un fatto ha l'obbligo di fornire le prove per l'esistenza del fatto stesso.

È importante che nel contratto estimatorio vengano specificati gli estremi del monitoraggio delle vendite e della riconsegna dell'invenduto. Il tradens, infatti, dovrà sapere con certezza quante unità di prodotto andranno ritirate e quante, invece, gli verranno pagate. Questo significa che andranno stabiliti dei prezzi, una scadenza ultima e delle eventuali scadenze intermedie per il controllo parziale dell'andamento. Il codice civile, tuttavia, dispone delle regole generali e non vincolanti per tutti i tipi di contratto, di cui alcune sono dedicate esclusivamente a regolare quello estimatorio: in caso le due parti contraenti non abbiano riguardo di accordarsi in merito ad uno o più punti, la disciplina generale si sotituisce immediatamente alle clausole mancanti.

IN QUALI CAMPI SI UTILIZZA? La stipula di un contratto estimatorio è piuttosto comune in tutti gli ambiti che sono in qualche modo legati al commercio. La ragione di ciò è che i fornitori, spesso, devono occuparsi di grandi quantitativi di merci, specialmente se ne sono anche i produttori, dunque non possono sviluppare una rete efficiente di vendita al dettaglio. I negozianti, invece, hanno bisogno spesso di merce molto varia da esibire nel proprio negozio, senza che ciò richieda un investimento di capitale significativo. Le due parti, dunque, si possono accordare per un conto vendita mediante un contratto estimatorio, grazie al quale il fornitore potrà gestire meglio le scorte di prodotti finiti dialogando direttamente con i dettaglianti. Questi ultimi, invece, contano sulla visibilità delle loro vetrine per riuscire a vendere i prodotti di cui si sono riforniti, senza averli dovuti precedentemente pagare. Regolarmente si procederà ad una rendicontazione degli oggetti venduti, che verranno pagati al fornitore, mentre la merce rimasta in magazzino potrà essere riconsegnata gratuitamente.

CONTO VENDITA NEL CAMPO DELLE AUTO Un particolare campo di applicazione del modello di conto vendita riguarda i veicoli. In questo caso, la peculiarità è che si perde l'idea di contratto tra aziende: è un privato che, solitamente, si reca presso un concessionario per vendere la propria automobile usata. Le quattro ruote, infatti, rappresentano il settore maggiormente significativo a livello di fatturato, ma anche le moto possono essere affidate in conto vendita.

L'interlocutore dei privati in questo processo è il concessionario, un'azienda che opera per definizione con i veicoli nuovi e usati. Ai clienti viene proposto di affidare il proprio veicolo alla forza vendite presente nell'autosalone, in modo che tutto il tempo necessario a gestire le trattative con gli interessati ed a svolgere gli adempimenti burocratici venga gestito da dei professionisti esperti del settore. Il concessionario, poi, trae il suo profitto dall'operazione in due modi: il primo è che per la sua funzione di intermediario gli viene concessa una somma, il secondo è che il ricavato della vendita potrebbe essere poi utilizzato dal cliente per acquistare una nuova auto.

IL FUNZIONAMENTO Quando il cliente si rivolge ad un concessionario per affidare ad esso la propria automobile in conto vendita, il primo documento che viene rilasciato è quello di presa a carico. Questo foglio attesta che il possesso del veicolo è momentaneamente trasferito al concessionario, dunque è valido per la sospensione del pagamento della RCA. Inoltre, per qualunque danno arrecato durante la giacenza nel salone, sarà l'assicurazione del concessionario a risarcire il legittimo proprietario, che dunque si vede tutelato da ogni rischio.

CHE COSTI CI SONO? Non tutti i concessionari operano nello stesso modo, dunque è sempre importante rivolgere una domanda specifica sui costi al venditore di riferimento. In ogni caso, è possibile dividere idealmente i costi in due, a seconda della modalità in cui vengono calcolati: costi fissi e provvigioni variabili.

Il primo caso prevede che, fin dal momento in cui viene rilasciato il documento di presa a carico, il proprietario del mezzo sia a conoscenza dell'esatto importo che dovrà riconoscere al concessionario per il servizio offerto. Si tratta di una cifra che non dipende da alcun evento successivo, sia che l'auto venga venduta che non; se le trattative dovessero portare a termine la vendita con un cliente finale, tuttavia, si dovrebbero sommare alla provvigione anche le spese relative allo svolgimento delle pratiche per il passaggio di proprietà.

Nel caso in cui il concessionario operi con provvigioni variabili, invece, la cifra che verrà trattenuta per il servizio offerto sarà una percentuale del prezzo di vendita finale. Mediamente, dall'importo dovrà essere detratto un 5-7% per la provvigione, a cui si sommano come nel caso precedente le spese per le pratiche. Questo modello è il più diffuso, in quanto garantisce al proprietario dell'auto un maggiore impegno del concessionario nel venderla ad un prezzo alto: mentre nel caso delle commissioni fisse anche in caso di basso ricavato o di non vendita si sarebbe andato a trattenere lo stesso importo, affinché il concessionario possa ottimizzare i ricavi di una provvigione variabile è suo interesse che il veicolo sia venduto al maggior costo possibile. Molte aziende, poi, propongono il servizio gratuitamente nel caso in cui al raggiunto termine del contratto non sia stato trovato un acquirente.

È bene ricordare che, nel caso di affidamento in conto vendita, non è prevista la possibilità di eseguire una minivoltura, ovvero un passaggio di proprietà con costi ridotti. Questa pratica, infatti, è concessa soltanto nel caso in cui la proprietà del veicolo venga effettivamente trasferita al concessionario, come in caso di permuta; in caso di conto vendita, invece, come avviene per qualunque altro tipo di bene la proprietà viene trasmessa esclusivamente dal precedente al successivo acquirente.

ATTENZIONE ALLE SCADENZE Poiché non si tratta più di un dialogo tra aziende, viene a essere rivisto il trattamento della riconsegna del veicolo. Infatti, alla scadenza del contratto, il direttore del concessionario non darà ad un suo dipendente il compito di mettersi alla guida del veicolo del cliente per recapitarlo presso il suo domicilio: sarà il cliente stesso che dovrà occuparsi di ritirare il mezzo.

Ricordarsi di recuperare il proprio veicolo puntualmente è molto importante, in quanto le automobili sono beni piuttosto ingombranti ed occupano diverso spazio all'interno del salone dove vengono esibite. Se, poi, non vi è richiesta per l'acquisto, è interesse del concessionario occupare quella superficie con un mezzo per cui la domanda sia più elevata; dunque è previsto che chi non rispetta il puntuale ritiro della propria auto debba pagare un caro deposito che può ammontare anche a 30 euro al giorno. Il termine utilizzato convenzionalmente per la durata di un affidamento in conto vendita è di 90 giorni, ma sono ammessi degli accordi diversi tra le parti che devono essere specificati nel contratto.

LA PROVA SU STRADA Il momento della prova su strada è fondamentale per alcuni modelli di vendita, quali la compravendita tra privati e l'acquisto i un'auto nuova. Per chi acquista un'auto che si trova in conto vendita presso un concessionario, tuttavia, è spesso impossibile procedere a tale operazione per via della situazione giuridica del mezzo. Affinché possa essere concessa ad un terzo la guida del veicolo, infatti, è necessaria l'autorizzazione scritta del proprietario effettivo, il quale però spesso non è abbastanza garantito in termini di responsabilità per eventuali danni o furti durante la prova. Per questo motivo, solitamente si va ad esaminare nel dettaglio il veicolo in concessionario, specialmente se esso dispone di un'officina al suo interno o adiacente ad esso.

IL pagamento Il pagamento dell'automobile può avvenire in diversi modi, ma solitamente vengono utilizzati il bonifico bancario – che negli altri modelli di vendita è ormai quasi scomparso - o l'assegno circolare. Poiché il concessionario garantisce l'affidabilità delle sue operazioni, la cifra viene corrisposta al proprietario del veicolo ancor prima di eseguire l'effettivo passaggio di proprietà, che avviene nei giorni immediatamente successivi.

OCCHIO ALLE TRUFFE È chiaro come nel processo di affidamento in conto vendita abbiano particolare importanza le garanzie che il concessionario offre al cliente. L'assicurazione sugli eventuali danni che il veicolo può subire mentre si trova esposta e l'affidabilità nella gestione dei pagamenti sono i due punti chiave che rendono questo un sistema sicuro.

Nel mercato automobilistico, tuttavia, è possibile incontrare delle persone che svolgono amatorialmente e senza l'adeguata documentazione la professione di commercianti d'auto. Può capitare che essi si spaccino per concessionari professionali, che fingano di avere una sede e di operare presso il domicilio dei clienti per esclusiva comodità di questi. È sempre opportuno diffidare da chi non può fornire il proprio numero di partita IVA e da coloro che, pur definendosi concessionari, non sono disposti ad accogliere i propri clienti presso una vera sede.

NOTE

  1. Per dettagli ulteriori si può consultare il D.P.R. 14 agosto 1996 n. 472
  2. Procedimento giuridico che avviene quando nell'ordinamento vi è una lacuna legislativa. Consiste nel reperimento, da parte del giudice, di una norma che per logica può andare a sostituirsi a quella mancante: in questo modo è possibile regolare anche gli aspetti su cui non si è legiferato a sufficienza.

 

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