Compro Auto

Il "Compro Auto" consiste nell'acquisto diretto di vetture e costituisce un metodo per vendere la propria automobile usata. Il compro auto può essere perfezionato in contanti o con altri metodi di pagamento. La sua nascita è più recente rispetto a quella di altri sistemi come il conto vendita, la permuta, e la vendita a privati, in quanto il suo avvento è stato veicolato dalla crescente diffusione di internet anche nel settore della compravendita di auto.

Vendere una macchina in concessionario o ad un privato è sensibilmente diverso dallo scegliere un servizio di Compro Auto: la differenza si denota in termini di procedure, tempi, e aspetto economico. Per questo motivo, prima di scegliere il metodo per vendere un'auto di seconda mano, oggi è diventato molto importante conoscerne le differenze al fine di determinare quale sia davvero il modo migliore nel proprio caso, in quanto ogni soluzione è più adatta a diverse esigenze.

Come funziona il compro auto

Il compro auto, ovvero l'acquisto diretto di un veicolo, nella sua forma generica è un modello piuttosto semplice: un proprietario intenzionato a vendere la sua auto contatta (o viene contattato) e sceglie di vendere ad un intermediario la propria automobile. Quest'ultimo provvederà a fornire subito un pagamento che, entro i limiti di legge, potrà essere erogato in contanti (in alternativa, o oltre i limiti legali, con assegno circolare o bonifico bancario), dopodiché procederà a sua volta a rivendere l'automobile traendone un profitto.

A differenza di quanto avviene negli altri modelli di vendita, non sono richieste attese per il pagamento né restrizioni che ne vincolino l'utilizzo: questo fattore incide molto sulla scelta di un Compro Auto rispetto ad un altro strumento di vendita, e rappresenta una comoda soluzione per chi desidera monetizzare il proprio veicolo nel più breve tempo possibile.

Per presentare con maggiore chiarezza l'esatto funzionamento del Compro Auto, tuttavia, è necessario fare una previa distinzione: lo stesso servizio, infatti, è presentato in modi opposti dai piccoli "commercianti di strada" e da aziende solidamente consolidate, con diversa organizzazione e trasparenza.

Compro Auto in contanti dei "commercianti di strada"

La figura del commerciante di auto si sta diffondendo per via della possibile applicazione dell'arbitraggio. L'arbitraggio è un modello economico molto antico, che consiste nell'acquistare una determinata merce in un posto per poi rivenderla in un altro, dove il prezzo ottenuto è maggiore del costo pagato. Questo sistema trova applicazione anche nel mondo delle automobili usate, in quanto vi sono dei mercati emergenti dove è possibile vendere per somme significative delle macchine che in Italia possono essere acquistate a cifre irrisorie.

Tra le nazioni dove è possibile esportare con profitto delle vecchie automobili italiane vi sono soprattutto quello dell'Est Europa, dove i modelli più ricercati sono quelli prodotti dalle case tedesche anche molti anni fa. In pochi, infatti, possono permettersi di acquistare auto come Audi o BMW nuove, mentre molti preferiscono possederne un modello vecchio rispetto a comprare auto più piccole e meno costose. Per questo è ricorrente la prassi di ricercare questo tipo di macchine sul mercato italiano, dove invece la richiesta per veicoli immatricolati per la prima volta più di dieci anni fa è scarsa. L'acquirente, una volta che ha trovato qualche proprietario di tali modelli disposto a vendergli la propria vettura, offre per il passaggio di proprietà un lauto pagamento in contanti. Entrato in possesso del mezzo, poi, procede alla radiazione dal Pubblico Registro Automobilistico e trasferisce con successo l'auto dove egli è in grado di venderla ad un prezzo maggiorato.

Il Compro Auto delle aziende strutturate

Maggiore sicurezza ed un servizio più completo sono offerti dalle aziende appositamente fondate per operare nell'acquisto diretti di automobili. Ne sono nate diverse negli ultimi anni, ma il modo in cui operano le rende molto simili fra di loro.

Nel caso di enti professionali, con uffici e partita IVA, normalmente è il proprietario che si mette in contatto con l'azienda per poterle vendere il proprio veicolo. Per farlo, il metodo che viene usato convenzionalmente è quello di recarsi sul sito web dell'azienda con la quale si desidera interloquire, dove sarà possibile iniziare il processo di vendita. Sulla pagina principale del sito, infatti, viene sempre riportata un'apposita sezione dove è possibile cliccare per accedere al sistema di quotazioni e modulistica; il sistema fornirà al proprietario un modulo digitale da completare inserendo i dati della propria macchina, che normalmente vengono richiesti anche in forma piuttosto specifica: questo significa che è compresa anche una parte legata agli optional e agli eventuali segni di usura presenti sul veicolo. Questo modulo, una volta completato, viene analizzato dallo staff del sito o ottiene una risposta automatica fondata sul calcolo statistico delle informazioni presenti su database aziendale: in ogni caso, in breve tempo si ottiene una risposta dove è specificato il valore a cui l'azienda è disponibile ad acquistare il veicolo.

Una volta ottenuta la quotazione dell'azienda per il proprio mezzo si può decidere liberamente di proseguire il processo o, se non la si reputa adeguata, di interrompere la vendita. Normalmente non viene addebitata una somma per il calcolo della quotazione, però è possibile che alcune aziende richiedano invece di pagare un piccolo prezzo come avviene nella consultazione dei siti più noti per le valutazioni.

Chi decide di accettare la proposta e di proseguire con la vendita, a questo punto, si può trovare di fronte a due casi diversi a seconda del servizio al quale si è rivolto. Una possibilità è che l'azienda fissi un appuntamento presso il domicilio del proprietario del mezzo, al quale si presenterà esclusivamente un membro dello staff per svolgere un'ispezione ed eventualmente per predisporre le pratiche relative al passaggio di proprietà. Il secondo caso possibile è che, invece, l'azienda abbia delle sedi dislocate sul territorio nazionale e offra ai propri clienti un appuntamento presso una delle sue strutture. In questo caso, invece, il numero di impiegati che seguono la trattativa aumenta, velocizzando il processo e permettendo al proprietario di accomodarsi durante l'ispezione. Una volta controllato che il veicolo rispecchi quanto presentato nel modulo iniziale, si passa poi ad un esame della documentazione, che è sempre necessaria per lo svolgimento delle pratiche per il passaggio di proprietà. Infine, sia che sia stato un membro dello staff a recarsi dal proprietario, sia che quest'ultimo si sia recato presso una struttura aziendale, si procede alla disposizione dell'atto di vendita. Nel primo caso è possibile che colui che è stato inviato dall'azienda chieda al proprietario di terminare le pratiche con lui presso la Motorizzazione Civile o lo sportello del PRA. Se la società di acquisto diretto, invece, ha ricevuto il proprietario presso la sua sede, si va solitamente a firmare uno dei contratti standard previsti dalla modulistica aziendale.

Il pagamento è contestuale alla firma dell'atto di vendita, ed esso può normalmente avvenire tramite contanti, assegno circolare o bonifico bancario. Nel caso si utilizzino le banconote, tuttavia, è importante non oltrepassare il limite previsto dalla legge per gli importi saldabili in contanti: nel corso del tempo esso è stato soggetto a diversi cambiamenti, ed attualmente si attesta a 3.000 euro dopo l'introduzione della Legge di Stabilità del 2016. La cifra ottenuta si può poi utilizzare liberamente fin dal momento dell'entrata in possesso di questa.

La differenza tra i concessionari ed i Compro Auto

I concessionari sono delle aziende operanti nell'automotive nate prima della vendita diretta ed operanti in maniera differente. I meno esperti del settore potrebbero inizialmente non accorgersi della differenza che vi è tra la vendita di un'auto ad un servizio di acquisto immediato (Compro Auto) e quella effettuata presso un concessionario; ponendo maggiore attenzione all'analisi, tuttavia, traspare chiaramente che il modus operandi adottato da questi ultimi sia sensibilmente diverso.

L'attività principale svolta da un concessionario consiste nella vendita di automobili nuove, mentre essi si occupano del settore dell'usato in via incidentale, per fornire un ulteriore servizio che non rappresenta però il core business aziendale. Al momento di acquistare una nuova auto, infatti, molti proprietari hanno ancora necessità di vendere quella precedentemente posseduta, dunque i concessionari offrono delle soluzioni per farlo in modo da incentivare i clienti all'acquisto di macchine nuove o a chilometri zero.

I servizi di compro auto in contanti, invece, si occupano esclusivamente di acquisto (e talvolta anche di vendita) di auto usate, ed è per questo che pongono maggiore attenzione alle necessità del cliente ponendo meno vincoli ed acquistando realmente il veicolo di questo.

I concessionari, infatti, non utilizzano mai il sistema di acquisto, bensì due modelli differenti che sono la permuta ed il conto vendita.

Compro Auto come alternativa alla Permuta

La permuta è un tipo di contratto disciplinato dal codice civile con il quale si opera uno scambio di diritti reali. Il diritto reale principale è quello della proprietà, per cui solitamente essa viene utilizzata per scambiare la proprietà di una cosa con un'altra o con un diverso diritto reale, quale l'usufrutto. I concessionari offrono sempre ai loro clienti questo tipo di contratto, che soprattutto in passato rappresentava di gran lunga la scelta prevalente per vendere un'auto usata.

La permuta offerta dai concessionari prevede lo scambio della proprietà di un veicolo con quello di una somma in denaro, ponendo però un vincolo all'utilizzo di essa: non si tratta, infatti, di una compravendita pura. Quando si sceglie una permuta, il concessionario effettua una valutazione del mezzo, che di solito viene eseguita ribassando sensibilmente il reale valore dell'auto: questo affinché sia possibile rivenderla con profitto, ma anche per scoraggiare i clienti dall'adottare questo sistema; i concessionari, operando principalmente sul nuovo, non amano infatti avere un parco di auto usate da smaltire che nel frattempo occupi lo spazio della loro struttura. Se il cliente decide di accettare la quotazione eseguita e di stipulare la permuta, gli viene messa a disposizione la cifra pattuita ma con il vincolo di utilizzarla esclusivamente per acquistare in sede una nuova auto.

Questo significa che, per buona parte del processo, si possono assimilare il compro auto e la permuta, finché non si tratta del pagamento: come visto in precedenza, infatti, questo vincolo sull'utilizzo scompare nel sistema del Compro Auto previsto dalle aziende specializzate in automobili usate.

Compro Auto: differenze con il Conto Vendita

Un altro classico contratto proposto dai concessionari è quello di affidamento in conto vendita, che rimanda alla procura a vendere: un altro atto disciplinato dal diritto privato che viene mutuato dai concessionari. In questo caso, la distanza dal servizio Compro Auto è ancora più marcata: fin dal principio, infatti, non si ottiene né una quotazione né un trasferimento immediato della proprietà del mezzo.

Il conto vendita si caratterizza per essere uno strumento flessibile, in grado di adattarsi molto bene alle esigenze di chi vende beni di cui è alto il costo di acquisto: per questo motivo i concessionari preferiscono operare così che tramite permuta. Il cliente, nello scegliere questo servizio, non fa altro che trasferire al concessionario l'incarico di trovare un privato disposto ad acquistare il mezzo. La proprietà dell'automobile non si trasferisce in nessun momento al concessionario, che agisce esclusivamente come agente e trae una provvigione per il servizio offerto. Al cliente, nell'immediato, non viene proposto alcun tipo di pagamento: egli si limiterà ad ottenere una somma nel momento in cui l'acquirente finale avrà pagato il concessionario. Solitamente la provvigione viene applicata con una percentuale del circa 7% sul prezzo di vendita definitivo, ma ad essa si aggiungono le spese sostenute per le pratiche relative al passaggio di proprietà.

Nel caso di affidamento in conto vendita, non è più presente il vincolo di utilizzo della cifra che era stato segnalato in caso di permuta. A questo si sostituisce l'incertezza relativa al momento in cui si riuscirà ad incassare il denaro ricavato dalla vendita, in quanto la ricerca di un acquirente può essere molto breve come decisamente lunga. Un'auto per la quale vi è una buona richieste, mantenuta in buone condizioni, potrebbe già trovare un nuovo proprietario in due o tre giorni. Per un modello meno domandato, invece, potrebbe essere necessario attendere anche alcuni mesi: anche in questo caso, la motivazione principale è che i concessionari non hanno grande interesse nell'occupare venditori e spazio di esibizione alle automobili usate, per cui se ne occupano solo in condizioni che li favoriscano adeguatamente in termini economici e finanziari.

Pagamento di un'auto usata

Il momento del pagamento, ai fini del diritto privato, è quel che perfeziona un contratto di vendita. Si tratta di un momento importante, perché sia dalla parte del venditore che da quella dell'acquirente è opportuno tutelarsi in modo da evitare le scelte sbagliate. Infatti, non ponderare attentamente le scelte a disposizione può comportare differenti problematiche: da una parte, ovviamente, la possibilità di venire truffati, ma anche quella di infrangere la legge o favorire il riciclo di denaro ottenuto mediante attività illecite.

I venditori meno esperti, specialmente se si apprestano a vendere ad un privato la loro auto per la prima volta, rischiano di essere colti dalla frenesia per aver trovato un acquirente. Questo può provocare un forte desiderio di concludere la compravendita al più presto, in modo da incassare la somma pattuita per poterne immediatamente disporre: tralasciare la scelta del metodo di pagamento, tuttavia, potrebbe vanificare completamente tutti gli sforzi compiuti fino a quel momento. In altri casi, un venditore inesperto si fida di un acquirente che si pone in modo cordiale, risultando affidabile ad una prima vista, il quale guida la sua vittima verso la scelta di un metodo di pagamento che gli permetta di eseguire il suo raggiro ed appropriarsi dell'automobile. La consegna del denaro come momento in cui si perfeziona il trasferimento di un diritto reale è una questione che non va presa alla leggera anche dal punto di vista legale, per cui è necessario avere cognizione di quel che si sta facendo in quest'ottica.

La sicurezza dei traffici economici è uno dei pilastri dell'ordinamento giuridico italiano, per questo normalmente le transazioni avvengono tramite società regolamentate quando implicano cifre consistenti. Quando si tratta di veicoli o immobili, tuttavia, anche i privati hanno voce in capitolo e necessitano di poter alienare i propri beni, per cui la legge si è evoluta negli anni per cercare di arginarei i problemi che possono insorgere al momento del pagamento. Vi sono strumenti migliori e peggiori per eseguire un pagamento In ogni settore ed attività: le automobili non fanno eccezione, per cui è possibile tutelarsi da ogni rischio ma soltanto seguendo una traccia prestabilita.

Le aziende strutturate che operano nel mercato delle automobili di seconda mano sono concessionari e servizi di Compro Auto. Replicare le scelte adottate da queste organizzazioni è più sicuro che affidarsi a scelte non convenzionali.

I concessionari ed i Compro Auto si affidano, per lo svolgimento dei pagamenti, a contanti oppure assegni circolari o bonifici bancari, a seconda dell'importo alla base della compravendita.

Contanti

Il denaro contante è uno strumento pratico e veloce per saldare le transazioni. Grazie alla riduzione dei costi necessari all'acquisto di macchine per il controllo dell'autenticità, molte attività commerciali si sono munite di questi sistemi e questo ha comportato anche una forte riduzione nella circolazione di denaro falso. Anche le zecche sono sempre più attente allo studio ed alla realizzazione delle banconote, che vengono spesso modificate per rendere ancora più difficile l'attività dei falsari. In ultima analisi, si può dire che i contanti siano uno strumento affidabile per incassare il ricavato della vendita di un'automobile usata, sia da aziende che da privati.

C'è un altro aspetto, tuttavia, da considerare quando si parla di denaro contante: il riciclaggio di denaro ottenuto tramite attività illegali. Dallo spaccio di stupefacenti ai furti, quasi tutto il denaro ottenuto in modo non conforme all'ordinamento giuridico è circolante sotto forma di banconote. Anche l'evasione fiscale viene fortemente incoraggiata dall'uso di contanti, In quanto la tracciabilità di questo sistema di pagamento è molto bassa e questo consente a molti evasori di non dichiarare i propri ricavi di vendita. Proprio per questi motivi, la legge regola in modo ferreo il limite massimo alla circolazione di denaro contante: nel corso degli anni questo tetto si è spostato, arrivando addirittura ad imporre l'uso di metodi alternativi per qualunque cifra superiore ai 1.000 euro. Con la legge di stabilità del 2016, tuttavia, si è andati a rialzare il limite, che è stato posto a 3.000 euro per essere più conforme alle leggi presenti negli altri stati dell'Unione Europea.

Può accadere che, per il pagamento di un'automobile usata, venga proposto un pagamento in contanti anche se la somma è superiore all'ammontare massimo previsto dalla legge. É possibile in questo caso fare un'eccezione, visto che si tratta di un pagamento nei confronti di un privato? Assolutamente no. Anche qualora il valore venisse rateizzato per importi che, presi singolarmente, sono inferiori al tetto previsto, si sarebbe immediatamente colpevoli di evasione fiscale accettando una proposta del genere.

Le accuse possono andare anche oltre alla semplice evasione, specialmente in relazione al soggetto con cui si sta avendo a che fare. In alcuni casi, infatti, viene utilizzato proprio il mercato automobilistico per pulire il denaro proveniente da attività non consone: si acquista una vettura in contanti, la si rivende a fronte di un pagamento tracciabile ed onesto, ed in questo modo si sono trasformati i contanti "sporchi" in una somma legalmente detenuta su un conto bancario. Questo significa che, in ogni caso, accettare un pagamento in contanti al di sopra dei 3.000 euro è sempre una pessima decisione.

Se si ha a che fare con un'azienda, presente fisicamente e strutturata quale può essere un concessionario o un grande Compro Auto, non vi è ragione di dubitare circa l'autenticità dei contanti. Se si ha a che fare con un privato o un commerciante "di strada", senza regolare partita IVA e potenzialmente insolvibile, è meglio invece prendere qualche precauzione. Solitamente, in questi casi, entrambe le parti contraenti si recano allo sportello del PRA per eseguire il passaggio di proprietà, dunque il pagamento dovrebbe avvenire contestualmente all'autentica della firma sull'atto di vendita. Prima di compiere quest'operazione, per essere più tutelati sull'autenticità delle banconote, bisognerebbe agire in questo modo: il venditore dovrebbe recarsi con l'acquirente presso una filiale bancaria, consegnare i contanti e richiedere una verifica degli stessi; a questo punto, il proprietario del mezzo dovrebbe consegnare una busta firmata al compratore, dove riporre le banconote autenticate. Dopodiché si procederà a sigillare la busta, che il compratore custodirà fino alla consegna del pagamento. Questo accorgimento va preso per evitare che, al momento del pagamento, l'acquirente scambi le banconote verificate con altre false: sembra trattarsi di un'ipotesi remota, ma è proprio quando i venditori abbassano la guardia che per i compratori è più semplice agire.

Assegno Circolare

L'assegno circolare rappresenta il metodo di pagamento più sicuro: si tratta di un titolo di credito con cui un istituto bancario, detto "emittente" in gergo economico, si impegna ad erogare la somma precisata sul titolo a favore del beneficiario. In altre parole, la banca si interpone tra colui che stacca l'assegno e colui che lo incassa, rendendosi un intermediario necessario ma anche efficiente: proprio questa garanzia, infatti, fonda la sicurezza del pagamento tramite assegno per l'acquisto di un'automobile usata.

Trattandosi di un titolo emesso da una banca, l'assegno circolare è un metodo di pagamento tracciabile, il che evita il problema della somma massima erogabile che invece è tipica del denaro contante. Questo significa che qualunque sia il valore dell'automobile, sarà sempre possibile accordarsi per un pagamento con assegno, in modo da poter usufruire anche di un'altra fondamentale caratteristica: la causale. Su ogni assegno, infatti, va specificata la motivazione per cui lo si sta staccando. Quindi, specificando sul titolo la targa ed il modello dell'automobile che si sta acquistando, si può essere sicuri di avere una prova dell'avvenuto pagamento del veicolo, che il proprietario precedente non potrà in alcun modo contestare se ha incassato l'assegno.

Scegliere l'assegno circolare come metodo di pagamento significa poter utilizzare uno strumento sicuro, ma anche in questo caso non è sufficiente: vi è sempre il rischio che l'acquirente stacchi un assegno falso, così come quello di accordarsi per eseguire la consegna in un momento non sicuro. Il pagamento, anche in questo caso, deve avvenire contestualmente al momento dell'autentica della firma sull'atto di vendita, quando appare chiaro che dopo la consegna l'auto passerà di proprietà, ma il passaggio non è ancora stato trascritto. Per evitare di avere problemi con l'incasso, invece, occorre procedere in modo analogo a quanto già visto per il pagamento in contanti: anche in questo caso, infatti, l'autenticità e la copertura possono essere previamente verificati recandosi presso la filiale bancaria più vicina, dopodiché è sempre bene adottare la soluzione della conservazione in busta firmata.

Se si sceglie di adottare questa procedura, allora non vi sono inconvenienti di sorta che ci si possa aspettare, specialmente se il titolo è stato emesso da una grande banca. Per quanto riguarda gli istituti minori, invece, vi è un piccolo fattore di rischio che va considerato: talvolta, infatti, ad un primo esame l'assegno può apparire del tutto autentico e ne viene verificata adeguatamente soltanto la copertura. Prima di scoprire che, invece, si tratta di un falso, potrebbero occorrere un paio di giorni lavorativi: nel momento in cui esso viene incassato, infatti, viene sottoposto a maggiori controlli che ne rivelano con più precisione l'appartenenza effettiva a quelli emessi dall'istituto. Nel caso in cui ci si accorga di essere stati pagati tramite un assegno falso, tuttavia, è sempre possibile ottenere giustizia se si agisce per tempo e se il compratore non è apolide o se egli non si è trasferito al di fuori del territorio nazionale. Le forze dell'ordine, sotto la guida della documentazione fornita dal venditore e dalla banca, dopo che sarà stata sporta denuncia si metteranno alla ricerca del truffatore. In ogni caso, si tratta di un'ipotesi piuttosto remota, in quanto il conto corrente dell'acquirente verrebbe bloccato in ogni caso: il compratore sarà messo in mora e potrà essere accusato di truffa e appropriazione indebita. Per l'esecuzione di una truffa del genere è più probabile che si faccia uso di un bonifico bancario.

Bonifico Bancario

Il bonifico bancario è un sistema utilizzato molto raramente come pagamento per il trasferimento di proprietà di un'automobile. La ragione è che, a tutti gli effetti, vi è sempre un necessario elemento di fiducia che va impiegato da una delle due parti contraenti: non esiste un metodo che sia, per così dire, "infallibile" per rendere sicuro un tale pagamento.

Il bonifico bancario non è altro che il trasferimento di denaro, mediato da una banca, tra un conto corrente ed un altro. Nuovamente si tratta di un metodo di pagamento tracciabile, ed anche in questo caso è necessario esplicitare una causale al momento dell'emissione: il problema consiste nella dimensione temporale. Mentre un assegno circolare può essere incassato subito, infatti, il bonifico bancario può necessitare anche tre giorni lavorativi prima di essere definitivamente operato. Nelle prime ore successive all'emissione di un bonifico, poi, questo è annullabile usando anche semplicemente il servizio di home banking di cui ormai moltissime persone dispongono. Tra il momento in cui il bonifico cessa di essere annullabile e quello in cui il trasferimento è definitivamente avvenuta, trascorre quindi un lasso di tempo notevole. Se si trattasse di un'operazione immediata e non annullabile, sarebbe un modello molto sicuro per saldare la transazione, ma questo sfasamento temporale ne limita di molto l'utilità nel mercato automobilistico.

Vi sono tre momenti fondamentali in cui si può scegliere di effettuare un bonifico per saldare il pagamento di un'automobile, ma come è facile dimostrare nessuno di questi si può definire completamente sicuro. In prima battuta, si consideri di effettuare il trasferimento in denaro contestualmente all'autentica dell'atto di vendita, così come si fa per gli altri metodi di pagamento visti in precedenza. A questo punto, il venditore procederebbe a consegnare l'automobile all'acquirente, il quale l'avrebbe acquistata legalmente in forza di un atto di vendita valido. Una volta entrato in possesso del veicolo, tuttavia, egli potrebbe annullare l'operazione bancaria senza neanche recarsi allo sportello di una filiale, mentre il venditore è ignaro di ciò ed attende per qualche giorno un pagamento che non arriverà. Questo tempo è sufficiente a richiedere la radiazione dell'auto dal PRA, imbarcarla per un qualunque paese straniero e rivenderla qui, dove sarà quasi impossibile recuperarne le tracce.

Lo stesso problema della consegna contestuale all'autentica si ha nel caso in cui le due parti contraenti decidano che l'emissione del bonifico bancario debba avvenire successivamente alla trascrizione del passaggio di proprietà: in questo caso, il compratore potrà persino evitare di fare e poi annullare il pagamento. Il problema inverso, invece, si verifica nel caso in cui il bonifico venga emesso prima dell'autentica della firma sull'atto di vendita: in questo caso a poter approfittare della situazione è infatti il proprietario dell'automobile. Egli, infatti, potrebbe attendere l'arrivo della somma senza mai presentarsi allo sportello del PRA per lo svolgimento delle pratiche, tenendo per sè la proprietà dell'automobile.

Fortunatamente, la tracciabilità del pagamento viene incontro alle persone oneste che sono state truffate pagando con bonifico un'automobile usata. Dimostrando che si è eseguito il versamento in favore del venditore per acquistare il suo veicolo, e che però egli non ha mai adempiuto allo svolgimento delle pratiche, si potrà infatti riavere il denaro indebitamente trattenuto. Questo non significa, tuttavia, che le procedure per far valere questo diritto siano semplici: infatti è necessario rivolgersi ad un avvocato, sporgere una denuncia e presentare al processo tutta la relativa documentazione. I tempi della giustizia sono considerevoli, per cui si potrebbe non arrivare ad una sentenza per lungo tempo; nel migliore dei casi, il venditore si difenderà prima del processo accettando di restituire la somma ma evitando che la questione venga sottoposta ad un esame in tribunale.

É bene precisare che il bonifico bancario è rischioso principalmente quando si ha a che fare con privati o compratori non in regola. La questione cambia quando l'interlocutore è un ente professionale e consolidato, di garantita solvibiità in caso di qualunque problema e il cui fatturato sia tale da non giustificare una truffa del genere. Se si ha a che fare con un concessionario di notevoli dimensioni o con un affermato servizio di compro auto, infatti, è altamente improbabile che essi decidano di rovinare la propria reputazione per operare una truffa mediante bonifico. Tuttavia, questo tipo di aziende lo ripudia nella maggior parte dei casi, proprio per garantire una maggiore sicurezza al venditore dell'automobile.