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Il "Compro Auto " dei commercianti di strada con volantini

Durante i periodi di recessione economica è frequente l'aumento di attività economiche legate all'immediata monetizzazione di oggetti di valore. Alcuni privati diminuiscono significativamente il proprio livello di ricchezza in seguito al momento di crisi: questo comporta, in molti casi, la necessità di vendere i beni mobili di maggior valore per poter sostenere le spese della quotidianità. Nella recente crisi economica iniziata nel 2009, dal giorno alla notte, moltissime attività di Compro Oro hanno aperto i battenti per commerciare i valori delle persone in difficoltà.

COMPRO AUTO
Una volta terminati i gioielli, tuttavia, per molti le difficoltà sono proseguite. Per questo motivo ha preso piede un nuovo fenomeno, quello del Compro Auto: si tratta di un'attività economica fondata sull'acquisto con pagamento immediato di vetture di seconda mano, al fine di rivenderle successivamente con profitto. Gli operatori di questo settore, inizialmente, sono stati i cosiddetti commercianti di strada, che hanno dato il via al fenomeno a livello amatoriale.

Oggi esistono delle aziende di dimensioni anche piuttosto significative che operano come Compro Auto, facendo sì che questa soluzione sia adottata per comodità anche da chi non si trova necessariamente in un brutto periodo economico. Tuttavia, sono ancora presenti in larga parte i commercianti di strada degli inizi, che hanno sviluppato un vero e proprio modello di business a prova di crisi.

I "VOLANTINI" La caratteristiche che contraddistingue gli affaristi privati è che, nella maggior parte dei casi, la comunicazione della propria attività avviene tramite volantinaggio. Negli anni recenti i volantini sono stati talmente frequenti nei centri urbani che il termine "volantino" è passato ad indicare per antonomasia chi commercia automobili privatamente. I fogli vengono distribuiti per aree geografiche, battendo le città di quartiere in quartiere, riponendoli al di sotto del tergicristallo di qualunque veicolo capiti a tiro. Questa abitudine promozionale, in alcuni casi, si scontra tuttavia con le normative vigenti, come spiegato in un paragrafo successivo apposito. È interessante approfondire prima il modo di operare l'attività economica del commerciante di strada.

DOCUMENTAZIONE MANCANTE La maggior parte dei commercianti di strada esercita la propria attività fuori dai radar dei controlli fiscali. Si tratta di persone che intravedono un guadagno facile nella compravendita di veicoli e lo colgono senza preoccuparsi di quale sia la procedura per rispettare le normative.

Da alcuni anni si è andati incontro ad una progressiva liberalizzazione delle attività professionali. Questi provvedimenti sono stati adottati per consentire una più rapida ripresa all'economia italiana, segnata da alcuni anni di contrazione, consentendo di intraprendere alcune attività tramite una semplice autorizzazione. È sufficiente dare comunicazione al comune di residenza che si intende avviare l'attività, senza che sia necessario il pagamento di una vera e propria licenza come in molti casi avveniva in passato. Tra le attività economiche che si possono avviare in questo modo semplificato, vi è anche quello del commercio di automobili usate.

Poiché non è di loro interesse informarsi a riguardo, molti commercianti di strada non hanno dato comunicazione dell'esercizio di tale attività al proprio comune. Preferiscono, invece, evitare di adempiere a questo provvedimento in modo da non attirare i controlli fiscali che ne deriverebbero. Alla comunicazione dell'inizio dell'attività, infatti, deve seguire l'apertura di una partita IVA, con i costi che ne derivano e la tassazione sui profitti realizzati.

I commercianti di strada, dunque, operano nella grande maggioranza dei casi al di fuori dei limiti di legge. Questo significa che sono passibili del reato di evasione fiscale, oltre che di truffa: alcuni sono, infatti, soliti a non condurre la propria attività in modo del tutto trasparente, favoriti dalla difficoltà che si riscontra nel perseguirli legalmente. Per comprendere meglio questi aspetti, è bene approfondire come funzioni questo business.

MODELLO DI BUSINESS La professione del commerciante di strada è regolata dal principio economico dell'arbitraggio: con esso si intende la possibilità di comprare un prodotto ad un prezzo in un determinato luogo, con l'intenzione di rivenderlo altrove dove il valore di mercato è superiore. Si tratta del più antico tipo di commercio, dunque è uno strumento consolidato per realizzare profitto.

Dopo aver distribuito i propri volantini, il commerciante attende che qualcuno lo richiami per chiedere maggiori informazioni. Solitamente già al telefono, dopo una piccola consultazione sulle condizioni della macchina, egli è in grado di fornire al cliente una quotazione approssimativa. Dopodiché si procede a fissare un appuntamento, in cui il commerciante si impegna ad ispezionare il mezzo di persona per verificare che esso si presenti come descritto dal "cliente": in tal caso, si dice disposto ad effettuare al più presto la voltura.

Quando il commerciante ed il cliente si incontrano, il primo procede ad una dettagliata analisi della vettura, ispezionando accuratamente le parti interne, esterne e meccaniche, oltre che la documentazione dell'automobile. Solitamente vengono fatti notare dei segni di usura che non erano stati evidenziati durante il contatto telefonico, perché sono sfuggiti al venditore o egli non ha avuto cura di specificarli, il che dà adito ad un'ulteriore trattazione del prezzo. Il tutto, in ogni caso, avviene in pochi minuti per permettere al commerciante di disporre velocemente del mezzo, in quanto pare che con questa attività i clienti non manchino affatto, anche a giudicare dal numero di operatori che sono sorti negli ultimi anni.

Una volta che si è raggiunto un accordo, il commerciante invita il cliente a seguirlo presso lo sportello del PRA, dove svolgere le pratiche per eseguire immediatamente il passaggio di proprietà. Il pagamento, come precisato sul volantino, avviene solitamente in contanti o tramite assegno circolare: nel primo caso è bene fare attenzione alla soglia dei 3.000 euro prevista per legge come tetto del pagamento in banconote, oltre che alla possibilità di ricevere denaro falso; nel secondo caso, invece, è bene verificare in filiale insieme al commerciante che il titolo sia autentico e coperto. Le truffe legate al pagamento, infatti, sono le più diffuse, dunque il proprietario del veicolo dovrebbe premurarsi di chiedere al commerciante di recarsi insieme in filiale, per una verifica del pagamento che deve avvenire prima di andare ad eseguire il passaggio di mano. La consegna di esso, poi, dovrebbe avvenire contestualmente all'autentica della firma sull'atto di vendita.

Una volta che anche gli adempimenti burocratici sono conclusi, al commerciante non resta altro che disporre della sua nuova auto per piazzarla sul mercato ad un prezzo maggiore. Per fare ciò, solitamente egli deve procedere a radiare il veicolo dal PRA, affinché esso possa essere reimmatricolato all'estero. La destinazione della maggior parte della auto acquistate in questo modo, infatti, è l'Est Europa, dove le macchine di seconda mano possono valere cifre molto superiori a quelle del mercato italiano.

La mentalità dei paesi più orientali d'Europa è differente da quella italiana in tema di auomobili. Infatti, piuttosto che acquistare una piccola macchina nuova, si preferisce quasi sempre un modello più vecchio ma più grande e prestigioso. Anche a causa del ridotto costo del carburante e ad una politica sulle emissioni inquinanti molto più concessiva, vecchi fuoristrada e SUV prodotti dalle case tedesche possono valere il triplo del prezzo pagato dal commerciante. I modelli nuovi sono decisamente troppo costosi per la popolazione di fascia media di queste nazioni, mentre quelli usati sono comunque accessibili malgrado la plusvalenza generata dal commerciante di strada. In Italia, invece, circolare con tali auto è molto meno conveniente, sia per il costo dell'alimentazione del motore che per la politica fiscale in tema di auto vecchie ed inquinanti. La domanda è molto scarsa, dunque spesso e volentieri si sceglie di affidarsi ad un commerciante di strada in quanto potrebbe dimostrarsi l'unico seriamente interessato all'acquisto.

OGNI CONDIZIONE VA BENE Il modello descritto fornisce il tipico esempio di come avviene la compravendita di un auto funzionante tra privato e commerciante non regolarmente operante. Tuttavia, questi affaristi lucrano anche di più operando nel campo dei veicoli rotti, malfunzionanti, seriamente danneggiati da un sinistro o reduci da un incendio.

Grazie al numero elevato di veicoli che i commercianti di strada hanno tra le mani ogni mese, essi sono in grado di fornire alle officine con cui lavorano una notevole quantità di lavoro, così da poter stringere accordi con esse. Il prezzo che viene richiesto agli affaristi per sistemare una vettura è inferiore di gran lunga a quello applicato ai privati, che si trovano così a dover accettare qualunque valutazione per evitare di riparare il veicolo. In alcuni casi il commerciante decide di radiare ed esportare la macchina quando essa non è ancora stata sistemata: in questo modo egli potrà usufruire anche della manodopera a basso costo che può facilmente reperire nel paese di destinazione.

Una volta terminata la riparazione, il valore del veicolo può diventare anche il quadruplo del totale speso per acquistarlo e sistemarlo. Se, invece, le condizioni fossero così compromesse da rendere impossibile una riparazione completa, il commerciante potrà anche limitarsi a far recuperare alcune componenti da vendere come pezzi di ricambio.

I RISCHI PER IL COMMERCIANTE Ci sono alcune problematiche associate all'esercizio di un'attività professionale non in regola. Per prima cosa, si rischia facilmente di incappare nel reato di evasione fiscale, punito con sanzioni amministrative ben superiori ai margini che si possono realizzare nell'attività in questione. Si tratta di multe a diversi zeri, che vengono calcolate anche basandosi su una stima dei proventi arrotondata per eccesso: in questo modo, le forze dell'ordine sono in grado di creare un efficace deterrente allo svolgimento di queste attività non regolamentate. Inoltre va considerata la possibilità di essere multati per l'azione di volantinaggio.

Per chi esercita l'attività nel rispetto della legge, invece, non vi sono grandi preoccupazioni: soltanto la possibilità di incorrere in qualche errore banale nello svolgimento della modulistica potrebbe dare delle noie amministrative. Il rischio di essere truffati dall'acquirente, invece, è minimo, salvo che il commerciante sia alle primissime armi.

RISCHI PER IL CLIENTE Quando si ha a che fare con un commerciante non legalmente operante si è sempre a rischio in qualche modo. Specialmente nel campo delle automobili, che sono beni di un valore notevole, la truffa può essere sempre dietro l'angolo. Oltre alle problematiche legate al pagamento, per cui è sempre bene premunirsi accettando solo contanti o assegno verificati in filiale, ci sono altre questioni da considerare. Ad esempio, molti ignorano che sopra i 3.000 euro 1 è vietato qualunque tipo, anche rateizzato, di pagamento tramite denaro contante, a meno che non si tratti di acquirente straniero o si richieda l'intervento di un istituto di credito. Per un simile reato le accuse possono essere non solo di evasione fiscale, con conseguente annullamento dell'operazione e sanzione amministrativa, ma anche di favoreggiamento. Infatti, in alcuni casi i commercianti di strada non sono altro che soci di attività a delinquere, che non mirano tanto al profitto quanto al riciclo di denaro proveniente da attività illecite.

In ogni caso, quindi, si può affermare la validità della regola secondo cui chi non esercita un'attività professionalmente, sarebbe preferibile evitarlo. È troppo facile cadere preda di una truffa, specialmente quando la stessa attività la esercitano delle aziende strutturate: se anche il margine di rischio fosse inferiore, finché ne rimane traccia è preferibile un modello totalmente sicuro. Infatti il possesso della documentazione non è sufficiente, è preferibile di gran lunga che ad essa sia accompagnata la presenza di una sede affinché un'eventuale disputa legale possa condursi fino alla fine.

C'è infatti la possibilità che un affarista più serio abbia deciso di mettere in regola tutta la sua attività. Qualora il commerciante di strada fosse legalmente organizzato con i propri documenti, invece, potrà sempre essere intenzionato a mettere in atto una truffa: proprio questa parvenza di onestà burocratica cela, molto spesso, delle intenzioni molto meno professionali. Alcuni commercianti risultano legalmente esercenti, ma al momento dell'insorgere di problemi sono già arrivati in un'altra nazione: la richiesta di inizio attività e l'apertura di una partita IVA sono degli adempimenti molto banali, dunque in poco tempo possono completarli e cercare di raggirare il proprietario di qualche auto. Questo, convinto di poter perseguire legalmente il compratore per qualunque problema, si fida di lui fino a che non scopre di essere truffato e, al momento della denuncia, viene alla luce che la controparte non è più in Italia. Dopo aver rivenduto il mezzo, poi, con dei documenti nuovi e fasulli è sempre possibile che il commerciante ritorni nel nostro paese e ripeta l'operazione.

Infine, un altro grave rischio per il cliente è quello di mancato trasferimento della proprietà. C'è una casistica piuttosto ampia di persone che, dopo aver venduto la propria automobile ad un commerciante amatoriale, si sono viste recapitare delle multe e altre sanzioni. Questo avviene poiché, dopo aver stipulato l'atto di vendita, non si è registrato presso lo sportello del PRA e dunque i documenti del veicolo sono rimasti tali e quali a prima. Il limite fissato dal codice della strada è di 60 giorni 2, dopodiché se il veicolo è ancora intestato al proprietario precedente egli risponde di ogni danno arrecato a persone o cose. Questo significa che i problemi sono più gravi di quelli causati da una semplice truffa, in quanto il veicolo potrebbe essere utilizzato per commettere reati di qualunque tipo di cui risponderebbe civilmente anche il proprietario del mezzo. Per questo è sempre consigliabile eseguire una visura, recandosi al PRA per sapere se l'atto è stato trascritto; per sicurezza, tuttavia, sarebbe meglio che ciò avvenga subito dopo aver stipulato l'atto di vendita. Se dal Pubblico Registro Automobilistico risulta che l'automobile è ancorai intestata al precedente possessore, evidentemente bisognerà rimediare per vie legali facendo, ricorso alla Magistratura o chiedendo al PRA una trascrizione a tutela del venditore.

ATTENZIONE AI VOLANTINI Tutti i problemi che possono seguire al rivolgersi alla persona sbagliata nascono, tornando a bomba sull'argomento, dai volantini con cui avviene la comunicazione di questo tipo di attività. Questi non solo possono ingannare i clienti, ma anche cadere per terra sporcando i marciapiedi, perdere inchiostro sul parabrezza in caso di pioggia o semplicemente infastidire chi li trova sulla propria macchina. Il volantinaggio è un'attività sostanzialmente libera, come indica il codice della strada. Tuttavia, le restrizioni a riguardo non sono poche: trattandosi di un'attività che dev'essere regolata singolarmente con le disposizioni di ogni comune, non è possibile risalire ad una legge generale. Sono famose, tuttavia, le sentenze del T.A.R di Milano a riguardo, nonché il decreto sindacale del primo cittadino di Foggia Gianni Mongelli, che recita «divieto a tutte le aziende e le società di effettuare pubblicità mediante volantinaggio e/o affissione di manifesti sui pali dell’illuminazione pubblica e della segnaletica stradale, sugli alberi, nonché sui muri o qualsiasi altro luogo o struttura non regolarmente autorizzati», il che comprende anche le automobili.

Molti comuni impediscono alle aziende di fare pubblicità nelle caselle postali o sulle macchine, in via assoluta o con riserva di poterlo fare richiedendo un'autorizzazione specifica. In altri casi è vietata la consegna in qualunque altro modo che non sia quello brevi manu 3, mentre in altri casi ancora il comune impedisce la distribuzione di volantini che non presentino in calce il numero di partita IVA della società di riferimento. Le sanzioni possono variare dai 100 ai 600 euro, a seconda di quel che prevede il regolamento e della gravità dell'infrazione. Questi provvedimenti sono stati adottati proprio per tutelare i cittadini da potenziali truffatori o evasori fiscali.

NOTE

  • Precedentemente di 1.000 euro, il limite è stato rivisto dalla legge di stabilità 2016
  • Ai sensi dell'art.94 del codice della strada, non procedere a tale operazione entro sessanta giorni comporta sanzioni pecuniarie e il ritiro della carta di circolazione del mezzo
  • Espressione latina, adottata nel gergo giuridico, che indica una consegna fatta nelle mani di chi riceve senza possibilità di deposito in altro luogo

 

 

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